Foto da Bresciaoggi

(red.) Domenica 31 dicembre, nella notte di San Silvestro, c’era anche un italiano, l’unico, alla festa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e della first lady Melania per celebrare l’arrivo del 2018. A Mar-a-Lago, a Palm Beach, nel sud della Florida, tra i commensali c’era anche l’imprenditore bresciano Stefano Cervati, titolare delle fonderie che prendono il suo nome. Cosa ci faceva il bresciano all’appuntamento tradizionale con cui Trump e moglie, fin da prima di andare alla Casa Bianca, celebrano il Capodanno?

E’ stato lui stesso a spiegarlo a chi lo chiedeva. Un’occasione per conoscere esponenti mondiali della politica e imprenditoria. In più, è socio e amico di George Guido Lombardi che ha gestito la campagna dei social media per conto di Trump nella corsa alle presidenziali, con 500 gruppi attivi su internet per una platea di 6 milioni di persone. Come è stata l’esperienza? “Un grandissimo e indimenticabile privilegio, il presidente è stato molto disponibile verso i suoi cari e tutti gli invitati”.

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6 Commenti

  1. Ibn,
    grazie di avermi rivelato l’esistenza di Pietro Carmeliano, che per oltre 40 anni riuscì a fare il nido nella corte d’Inghilterra, dal regno di Edoardo IV a quello di Enrico VIII, tempi difficili molto difficili.
    Sulla Treccani (http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-carmeliano_(Dizionario-Biografico)/) c’è un suo profilo, assai ben fatto. A quanto pare fu un letterato furbo, e forse anche di qualche valore, ma di sicuro un grandissimo leccaculo che collezionava (come quella gattamorta di Francesco Petrarca) benefici ecclesiastici.
    Oh, non dico che il Francesco avesse torto, doveva pur mangiare per lasciarci meraviglie quali “Chiare fresche e dolci acque”.
    Una domanda da quale fonte risulta che fosse di Nuvolera?

    Mille grazie.
    Andrea Breda

  2. .
    Ustiss, finamai un bresà alla corte di Trump (trad. briscola).
    E pensare che nessuno si è mai filato Pietro Corneliano, da Nuvolera, segretario reale per le lettere latine di Enrico VIII (chiedere agli inglesi se lo conoscono).