(red.) E’ una piccola “rivoluzione” dal punto di vista della sicurezza sulle strade ciò che è contenuto nel decreto firmato dalla prefettura di Brescia alla fine del 2017 e riguardante gli autovelox fissi. La vicenda era emersa fin dal 2013 quando si sottolineava il fatto che alcune strade non dovessero avere postazioni di rilevamento della velocità a causa della viabilità secondaria oppure in base a determinate categorie. E una di quelle a finire nel mirino era stata la Triumplina.

Con il nuovo decreto della prefettura di Brescia, invece, si fa più chiarezza e si stabilisce quali strade possono avere l’autovelox fisso e quindi rimuovere quelli considerati illegittimi. Gli occhi sono puntati proprio sulla sp 345 della Valtrompia e sul portale allestito nella galleria San Zeno di Lonato che ha totalizzato 27 mila multe in un anno sul totale delle 30 mila della Polizia locale. Le strade sotto la gestione comunale e che possono dotarsi degli impianti devono avere doppia corsia, guardrail centrali e la corsia di emergenza.

Tutti gli altri già installati e su strade che non rispettano questi requisiti devono essere smontati. Di fronte a questo, si apre anche lo scenario delle sanzioni in arrivo e di quelle già notificate. Tanto che da più parti si chiede alla prefettura e ai giudici di pace di valutare l’accoglienza dei ricorsi e annullare le multe. Proprio la prefettura aveva criticato i Comuni del fatto di voler fare cassa sulle multe dai dispositivi.

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