(red.) Brescia sconfigge lo Stato in tribunale, anche se al momento si tratta solo del primo grado di giudizio. L’oggetto della contesa riguarda i mancati trasferimenti della vecchia Ici, l’ex tassa sulla proprietà degli immobili, ora Imu, dal 2001 al 2009 verso palazzo Loggia. La vicenda, di cui dà notizia il Giornale di Brescia, è piuttosto tecnica e segue quanto avvenne nel 2000. In quell’anno a livello di Stato centrale era stato riformato il catasto, insieme alla rendita degli edifici commerciali e industriali posseduti dalle imprese. In questo modo il valore degli stabili accertato da Roma diminuiva rispetto a quello dimostrato, invece, dai proprietari.

La differenza d’importo è la somma che Brescia ha chiesto negli otto anni successivi dal ministero dell’Economia, ma senza mai ottenere le risorse. Per questo motivo, la Loggia si è rivolta al tribunale civile che le ha dato ragione in primo giudizio. In pratica, proprio il ministero delle Finanze e quello dell’Interno dovranno saldare le perdite di gettito Ici a Brescia per 16,6 milioni di euro, un vero e proprio tesoretto. Oltre alle spese processuali. E il capoluogo non è l’unico in provincia a partecipare a questa battaglia. Ci sono anche Edolo, Gardone Valtrompia, Ome, Paisco Loveno e Rodengo Saiano in una cordata guidata dall’Anci.

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