(red.) I 100 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente per realizzare il maxi depuratore sul lago di Garda arriveranno in virtù della firma già giunta, mentre gli altri 120 milioni mancanti saranno trovati con la disposizione dei Comuni, delle regioni coinvolte e aumentando le tariffe nelle bollette dell’acqua. Tutto quindi sta avanzando verso la costruzione della nuova infrastruttura prevista a Visano, nel bresciano. Ma a cercare di mettere nuovi bastoni tra le ruote sono lo stesso Comune e quelli di Remedello e Acquafredda. Che tra l’altro fanno parte dell’elenco a rischio sanzione per 63 milioni di euro per la mancanza di depurazione, nonostante i tre paghino un canone in bolletta.

Con i vicini enti locali mantovani di Canneto, Casalmoro e Asola hanno formato un Comitato dei sindaci del Basso Chiese per opporsi al depuratore gardesano che è in programma proprio a Visano. Dall’ente è giunta una relazione, di cui dà notizia Bresciaoggi, in cui si spiegano i motivi dell’opposizione al progetto. E cioé che quando l’opera sarà completata – sembra nel 2025 – il fiume Chiese sarà già compromesso dai reflui non trattati che attualmente terminano nel corso d’acqua.

E in più, lo stesso depuratore alimenterà le acque del Chiese aumentandone di portata e quindi mettendo a rischio la sicurezza dal punto di vista ecologico. Quindi, si oppongono a ospitare l’opera che dovrebbe interessare solo il Garda e che, al contrario, secondo i Comuni, potrebbe rovinare l’ecosistema. Quale soluzione? Pochi milioni di euro per riabilitare il collettore di Visano e con cui servire anche gli altri due comuni bresciani vicini.

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