(red.) Si sono concluse le indagini intorno a Claudio Muneretto, il 60enne primario di Cardiochirurgia universitaria dell’ospedale Civile di Brescia e attualmente autosospeso per il suo presunto comportamento in un intervento su una 57enne, la veronese Angiola Maestrello. A febbraio del 2016 la donna si era rivolta alla struttura sanitaria cittadina per un’operazione che non sembrava così complicata. Tuttavia, qualcosa era andato male e il medico aveva sottoposto la paziente a un trattamento particolare.

Poi, a causa di un edema polmonare e di una disfunzione al cuore, al professionista è parso certo che la 57enne non ce l’avrebbe fatta. Quindi, secondo l’accusa, avrebbe fatto in modo di trasferire la donna all’ospedale di Padova. In questo modo, stando alla procura bresciana, Muneretto non sarebbe finito nel mirino dell’azienda e non si sarebbe “sporcato” il curriculum professionale. Di fronte a questi elementi, il sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani ha valutato le intercettazioni telefoniche rilevando che il medico avrebbe chiamato l’ospedale padovano per lasciare a loro l’intricato caso.

Per questo motivo lo stesso magistrato aveva iscritto nel registro degli indagati Muneretto e chiesto una misura cautelare che però il giudice Paolo Mainardi aveva respinto. Ora è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio per il medico, mentre l’udienza è ancora da fissare. L’accusa è quella di omicidio volontario, da aggiungere al falso perché, secondo il pm, il professionista avrebbe modificato la cartella clinica facendosi figurare in sala operatoria mentre in realtà sarebbe stato in altre stanze del Civile. All’inizio di dicembre Muneretto si era autosospeso dall’incarico. L’azienda dell’ospedale bresciano sta valutando se costituirsi parte civile.

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