(red.) Nei giorni precedenti a venerdì 29 dicembre i carabinieri bresciani di Darfo Boario Terme sono stati impegnati in due operazioni nei confronti di una donna e di due minorenni. L’azione più clamorosa ha riguardato proprio la prima, una prostituta albanese di 30 anni e clandestina, che ha ricevuto un foglio di via con tanto di decreto di espulsione dall’Italia. Perché tanto clamore? In realtà la giovane aveva ricevuto lo stesso provvedimento già quattro volte nei pochi mesi precedenti e in tutti i casi perché senza documenti per soggiornare nel nostro Paese.

Peccato che dopo ogni divieto di stare in Italia, la donna trascorreva poco tempo all’estero e poi rientrava. Così è successo anche per la quinta volta quando i carabinieri hanno trovato e identificato la donna vicino al centro congressi di Darfo. Probabilmente non voleva perdere i suoi clienti come fonte di guadagno. Ma per lei si è riaperta di nuovo la strada dell’espulsione.

Nel caso dei due minori, invece – un rumeno e un marocchino – residenti in provincia di Milano, ma in una comunità della Valcamonica, è scattato l’arresto per aver più volte infranto il regolamento della struttura. Infatti, i due finiti nella comunità per spaccio di sostanze stupefacenti, riuscivano in qualche modo a fuggire continuando a vendere droga. Entrambi, dopo le manette, sono stati trasferiti nel carcere minorile “Beccaria” di Milano.

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2 Commenti

  1. Chissà quante risate si fanno questi stranieri quando gli viene consegnato il mitico “decreto di espulsione”.
    E’ evidente che non è possibile continuare così. Serve una nuova LEGGE che preveda una pesante PENA DETENTIVA in caso di recidiva dopo l’espulsione.
    PS: una pena senza sconti……….

  2. Caso emblematico di come funziona il nostro piccolo mondo strampalato, dove esiste solo la tolleranza soft.
    Questa corpivendola non fa certo tanti danni, ma che dire dei terroristi espulsi che allo stesso modo possono rientrare tranquillamente grazie a provvedimenti idioti, animati sempre e solo dal folle principio del: “poveriiiiiiiini!”