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(red.) L’autunno del 2017 sarà una stagione da ricordare per il vino australiano. Come si legge sul sito Winetimes.it, il mese di ottobre ha segnato infatti un sorpasso storico, che ha visto l’Australia diventare il primo esportatore di vino imbottigliato in Cina per valore. Un dato che va in controtendenza rispetto ai primi 10 mesi del 2017, in cui la Francia ha continuato a mantenere il primato durato diversi anni.

A ottobre la Cina ha importato 8,42 milioni di litri di vino imbottigliato dall’Australia, per un valore di 69,6 milioni di dollari, mentre il valore del vino proveniente dalla Francia, (12,89 milioni di litri), si è attestato sui 63,76 milioni di dollari, secondo quanto riportato dagli ultimi dati dell’Associazione cinese per l’import e l’export di wine&spirits.

Prosegue così il lavoro che ha portato l’Australia a espandere l’export in Cina, diventata in pochi anni il mercato di più alto valore per il vino australiano, davanti agli Stati Uniti.

Merito anche dell’accordo siglato nel 2015 per l’abbassamento delle tariffe di importazione in un periodo di 5 anni. La tassa attuale per il vino è del 5,6% – ribassata dall’iniziale 14% – e dal 1 gennaio 2018 sarà ulteriormente abbassata a 2,8%, prima di essere completamente eliminata nel 2019.

Il sorpasso della Francia di ottobre potrebbe quindi spingere ulteriormente l’export di vino australiano verso la Cina, aiutato dall’imminente abbassamento dei dazi. Un assetto che si riflette anche nella percezione dei consumatori cinesi: alcuni brand australiani come Penfolds, Wolfblass, Yellow Tail, sono infatti alcune delle etichette straniere più conosciute in Cina.

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