(red.) Nella giornata di venerdì 22 dicembre, prima di Natale, è tornato a farsi sentire Alessandro Sandrini, il 32enne bresciano di Folzano che sembra risulti sequestrato tra la Siria e la Turchia. Il giovane era partito dal quartiere bresciano il 3 ottobre 2016 per una vacanza di una settimana ad Adana, in Turchia. Esattamente sette giorni dopo, aveva poi contattato l’attuale ex fidanzata per chiederle di venire a prenderlo all’aeroporto Orio al Serio di Bergamo dove sarebbe rientrato. Invece, sembra sia successo qualcosa nel momento del trasferimento dall’hotel, che aveva già pagato, verso lo scalo per il viaggio di ritorno che aveva definito.

Poi di lui non si hanno più avute notizie fino al 19 ottobre 2017 quando la madre del 32enne è stata autorizzata dagli investigatori a parlare con i media. Proprio a quel giorno risale la prima chiamata dopo i dodici mesi di sparizione, seguita da un’altra telefonata il 3 dicembre. In questi due contatti, di cui il secondo da un’utenza sconosciuta, l’uomo aveva detto di essere stato sequestrato, ma di non sapere se in Turchia o Siria. Poi il 22 dicembre è arrivata la terza chiamata sul numero di telefono fisso del posto di lavoro della madre. In questo caso, la donna si è sentita dire dal figlio di essere in una stanza piccola e probabilmente con altre persone sotto sequestro, forse in Turchia.

Ed è sembrato più tranquillo rispetto alle chiamate precedenti quando aveva detto che “questi non scherzano, vogliono i soldi, ma non da noi, dallo Stato”. Nell’ultimo contatto, invece, ha chiesto alla madre di continuare a parlare del suo caso con i media e a tenere alta l’attenzione. Dal punto di vista investigativo il ministero degli Esteri è in contatto con le autorità turche da quando è certa la notizia della sparizione, mentre anche la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta. Sarebbe stato escluso che Sandrini si trovi in un ospedale o in carcere e non ci sarebbero elementi per pensare che il sequestro sia finto. Lo stesso 32enne ha rivelato ai familiari di essere stato coinvolto in un video dai suoi rapitori, ma di questo non c’è alcuna evidenza al momento. E con il terzo contatto ora si spera che l’indagine sia più approfondita e veloce e che il bresciano di Folzano possa tornare presto a casa.

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