(red.) La morte di Gualtiero Marchesi, avvenuta martedì 26 dicembre, a 87 anni, nella sua casa di Milano, rappresenta un dramma anche per Brescia. “Il maestro”, come tutti gli allievi (compreso Carlo Cracco) definivano lo chef, per vent’anni aveva lavorato al ristorante “Albereta” di Erbusco, tanto da avere la cittadinanza onoraria dal Comune. La carriera di Marchesi da chef era partita nel 1977 a Milano, con l’apertura del primo ristorante e anche la “rivoluzione” del modo di fare.

Non più il semplice cuoco che resta relegato in cucina e realizza piatti succulenti, ma un professionista che diventa anche artista, con piatti esteticamente belli e che si impone sullo scenario collettivo. Per arrivare a questo risultato, Marchesi aveva studiato nelle migliori scuole di cucina della Francia e Svizzera. Il primo riconoscimento lo aveva ottenuto nel 1986 quando la sua attività commerciale a Milano aveva incassato 3 stelle dalla guida Rossa, il primo in Italia. Tuttavia, lo stesso cuoco aveva poi criticato il modo in cui questi premi al merito venivano attribuiti.

Dal 1993 era poi passato a operare a Erbusco e in questo periodo inizia la sua attività da “maestro chef” per le nuove generazioni e un modo di fare cucina che ha poi portato agli esempi attuali. Tra gli addolorati per la scomparsa di Gualtiero Marchesi c’è anche il pasticcere bresciano Iginio Massari che sottolinea di aver perso un amico e, tra gli aneddoti, ricorda come un giorno abbia ospitato a cena proprio lo chef. La data dei funerali di Marchesi non è stata ancora fissata.

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