(red.) Tra il Comune di Brescia e Cassa depositi e prestiti – società del ministero dell’Economia – ora si va alla battaglia legale. L’oggetto della contesa resta il mutuo che palazzo Loggia ha aperto nel 2012 nell’istituto per completare i lavori di realizzazione della metropolitana. Dopo che, da ultimo, anche un emendamento statale non è passato e che avrebbe permesso di rinegoziare il debito, venerdì 22 dicembre da Brescia è arrivato l’annuncio che si ricorrerà al giudice civile.

L’importo iniziale del mutuo, acceso a febbraio 2012, era di 123,7 milioni di euro al tasso di 5,69% e da restituire fino al 2037. A questo si aggiunge il fatto che Brescia non avrebbe neanche potuto estinguerlo in anticipo, visto che avrebbe dovuto pagare una penale fino a quasi 90 milioni. L’unico intervento migliorativo era arrivato a giugno 2016 quando Cdp aveva concesso un tasso più ridotto, al 5,27%, quindi 7,7 milioni all’anno e fino al 2045.

Un tasso “vicino a livelli di usura” hanno sottolineato ancora dal Comune, a partire dall’assessore al Bilancio Paolo Panteghini. A febbraio sarà depositata la citazione in giudizio e dopo che in tre tentativi la Loggia non si era vista risolvere la situazione. Sembra che Brescia abbia possibilità di vincere la battaglia, ma si potrebbe arrivare anche a un accordo stragiudiziale, senza aspettare i tempi del rito civile.

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9 Commenti

  1. Io sono del 1954, anno nel quale, se ben ricordo, fu eliminata a favore della FIAT l’ultima linea tranviaria che congiungeva il capoluogo al territorio. Peraltro, prima di optare per la rovinosa scelta del metro, l’amministrazione bresciana aveva fatto eseguire negli anni ’90 il progetto di 3 linee tramviarie di superficie che sarebbero costate complessivamente quanto l’unica linea di metropolitana. Ovviamente fu preferito il costosissimo giocattolino. perchè noi dovevamo essere come Lilla e Copenaghen. Figüras!

    Andrea Breda

  2. Guardate come ci hanno ridotto costruendo l’inutile Metrobus….siamo pieni di debiti!!!
    Questo significa che il Comune di Brescia taglierà i servizi ai cittadini, e aumenterà le tasse (IRPEF comunale, TASI, ecc.). Ma ovviamente non basterà!
    E in questa drammatica situazione pochi giorni fa qualcuno ha farneticato la costruzione del tratto dal Prealpino a Concesio. Tratto ovviamente inutile, ma che porterebbe altre milionate di denaro pubblico nelle tasche delle aziende costruttrici…..e delle banche!!

  3. – Immagino che nel 2012 (amministrazione Paroli), quando fu stipulato il mutuo con CdP al 5.69% d’interesse, il Comune si fosse fatto consigliare da fior di commercialisti per stabilire se l’impegno fosse equo e soprattutto sopportabile; evidentemente non fu così
    – Hanno già ottenuto uno sconto al 5.27% e adesso dicono che è usura; dovevano accorgersene subito.
    – La decisione definitiva per la costruzione della metropolitana e l’inizio effettivo dei lavori avvennero però nel corso della doppia amministrazione Corsini (1998-2008), la stessa che deliberò la fusione di ASM in A2A a favore dell’AEM di Milano; già allora il Comune doveva sapere quali sarebbero stati gli oneri dell’opera faraonica.
    Incompetenti o peggio? Ma nessuno se ne ricorda più; cosa fatta capo ha, e i politicanti su questo ci contano, sempre.

    Andrea Breda

    • Grazie della sintesi, trattandosi di argomentio che ben conosco e che porta diritto al tema di fondo. E cioè all’incompetenza, alla sprovvedutezza, alla commistione tra affari poubblici e privati, all’incapacità politica di tutti gli attori che dal 1983 (anno in cui fu pensata l’opera tanto faraonica quanto inutile) hanno seguito la vicenda e l’hanno gestita come amministratori pubblici. Dal piano finanziario, che si fondava su incassi dall’utenza a dir poco impensabili e sulla continuità dei flussi finanziari da dividendi stratosferici di ASM, sino al costo finale di 1 miliardo di euro (il doppio dell’appalto vinto dall’unico partecipante ossia l’Ati Ansaldo-Breda) transitando per i mutui capestro scaricati sulle generazioni future o la transazione plurimilionaria a favore di Ansaldo sulle cosiddette riserve (in era paroliana), non ne è andata bene una che sia una. Eppure centrodestra e centrosinistra, ripetendoci tuttora che comunque si trattava di un’infrastruttura necessaria ed utile, se ne guardano dal fare nomi e cognomi dei propri responsabili di un disastro annunciato soprattutto quando si sottoscrivono mutui pur sapendo delle eventuali penali e degli oneri finanziari insostenibili. Bisognerebbe punirli tutti, furbacchioni ed incompetenti, non votandoli alla tornata del 2018 visto che sono tutti in circolazione o personalmente o con i loro scudieri ed eredi. Ed invece…

      • Ed invece…..ai tempi dell’Impero romano per distrarre la plebe c’erano i gladiatori al Colosseo….oggi c’è il campionato di calcio, c’è Paperissima, X-Factor, i vari Telequiz, ecc. ecc.
        Funziona sempre!!

      • Troppo facile limitarsi a non votarli o chiedere le dimissioni, in un paese civile dovrebbero rifondere i danni prima di dimettersi, ma scommetto che Paolo Corsini con la sua ciurma è ancora ben lontano dal riconoscere il danno provocato, non solo per il metrò.

      • Giusto, un’anima grigia d’oratorio come Corsini non si ricandida alle prossime elezioni, la notizia è di oggi.
        Ma manderà avanti le sue donnette e, l’ha detto chiaramente, continuerà a trafficare. E’ incredibile, ma la maggior parte dei politici, di ogni colore, non molla mai. Sono convinti di essere dei. In verità sono solo dei malati pericolosi, e spesso sciocchi.

        Andrea Breda

        • Fatto salvo che Corsini, per i meriti eccelsi a noi tutti noti, è stato insignito su inziativa del Presidente della Repubblica: nel 1994 del titolo di Commendatore, nel 2000 del titolo di Grand’Ufficiale e per finire nel 2007 dell’onoreficienza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Anima grigia che però, un po’ fantozzianamente, così può quindi nomarsi: On.le, Prof., Comm., Grand’Uff., Cav.di Gran Croce…Paolo Corsini. Per noi è semplicemente quello dell’inceneritore da 800.000 tonnellate di rifiuti l’anno, della svendita di ASM ai milanesi di ATM, del miliardo di euro del Metrobus, del SIN Caffaro lasciato in balìa di se stesso, e pure del deleterio ricatto politico subito in silenzio per più di dieci anni dai socialisti del trio Fermi-Guindani-Castelletti. Scusate se è poco…

          • No, non è poco, anzi i danni fatti da quest’uomo ricadranno per generazioni, ma non ti preoccupare che qualche depravato ideologico che lo voterebbe ancora (o qualche suo “compagno” di merende) magari lo trova ancora.