(red.) E’ polemica in Franciacorta, nel bresciano, in particolare tra Rovato e Cazzago San Martino, dove arriverà un altro impianto per il trattamento di rifiuti. Ne dà notizia Bresciaoggi. L’autorizzazione è arrivata dalla Provincia di Brescia al privato che non dovrà nemmeno passare dalla valutazione d’impatto ambientale. Si tratta di 180 mila tonnellate all’anno di scarti edilizi, rocce e materiali di scavo, così come prodotti degli asfalti. Rifiuti non pericolosi, quindi, ma che scatenano le polemiche degli ambientalisti.

Su tutti, Legambiente che dice di non essere stata avvisata dell’apertura della nuova discarica. Tra l’altro, sarà allestita nell’ambito dove è già presente la Macogna finita nel mirino delle proteste di associazioni e cittadini. Ma ora il sodalizio del cigno si scaglia anche contro Rovato e Cazzago, rei di non essersi opposti al via libera di Palazzo Broletto. Sempre Legambiente sottolinea che un’indagine epidemiologica dell’ex Asl per il periodo tra il 2000 e il 2013 ha evidenziato come le malattie respiratorie nella zona – compresa anche Ospitaletto, Castegnato e Paderno – siano aumentate portando alla mortalità e proprio per la presenza di questi impianti di rifiuti. Ora ci sarà spazio per le osservazioni al progetto.

E proprio a Ospitaletto, intanto, all’ex stabilimento della Stefana acquisito da Esselunga, l’Arpa ha rilevato cromo, pcb e idrocarburi nei terreni. Quindi, sempre secondo quanto scrive Bresciaoggi, il nuovo polo commerciale dovrà attendere la bonifica che nel frattempo ha già richiesto 7 milioni di euro di costo.

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