(red.) Nei giorni precedenti a venerdì 22 dicembre Legambiente ed Enea hanno presentato la campagna “Goletta dei Laghi 2017” analizzando sei bacini, compresi quelli bresciani di Iseo e Garda, dal punto di vista della presenza di microplastiche. Tra quelli controllati e più inquinati, come scrive l’Adnkronos citando i dati della relazione, ci sono il lago di Como e il Maggiore. La campagna, per il secondo anno consecutivo, ha svolto un campionamento sulle microplastiche con dimensioni inferiori ai 5 millimetri monitorando i laghi d’Iseo, Maggiore, Garda, Trasimeno e anche Como e Bracciano per un totale di quasi 50 chilometri.

Controllati anche alcuni corsi fluviali immissari ed emissari, a monte e a valle degli impianti di trattamento delle acque: quindi, il fiume Oglio per l’Iseo, in entrata e in uscita dal lago, l’Adda per il lago di Como, il Sarca in entrata nella parte trentina del Garda e il Mincio come emissario, visto che le particelle di plastica sono trasportate il più delle volte da corsi d’acqua e dagli scarichi. Guardando al bresciano, Iseo è in pessime condizioni con una media di 63 mila particelle. Valori più bassi per il Garda con 10 mila particelle per ogni chilometro quadrato. “Le microplastiche – dice Giorgio Zampetti responsabile scientifico di Legambiente – sono ormai sempre più presenti negli ecosistemi marini e terrestri, si tratta di un inquinamento di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente.

Con la Goletta dei laghi e grazie alla collaborazione con Enea, abbiamo realizzato il primo studio a livello nazionale sull’inquinamento da microplastiche nei fiumi e nei laghi, uno strumento fondamentale per capire e conoscere la portata del fenomeno. Le cause sono per lo più la cattiva gestione dei rifiuti a monte e l’apporto che deriva dagli scarichi degli impianti di depurazione e da quelli che ancora oggi finiscono nei fiumi e nei laghi senza trattamento alcuno. Servono politiche di buona gestione su tutto il bacino idrografico, attività di sensibilizzazione e azioni efficaci di prevenzione”. La differenza tra i campioni prelevati a valle e a monte dei depuratori può arrivare fino all’80% di particelle per metro cubo, come sull’Oglio e il Mincio.

“Dai dati ottenuti sulla presenza di microplastiche negli immissari ed emissari dei laghi subalpini – aggiunge Loris Pietrelli ricercatore di Enea – è evidente la stretta correlazione fra numero di microplastiche e presenza di impianti di depurazione delle acque reflue urbane. Sarebbe pertanto opportuno migliorare i processi di depurazione e contemporaneamente aggiornare la normativa”. Oltre ai materiali nei laghi, la Goletta ha aperto una campagna per controllare i rifiuti presenti delle spiagge lungo le sponde dei bacini. Nel 90% di questi è stata trovata della plastica dovuta alla cattiva gestione dei rifiuti.

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