(red.) Nelle ore precedenti a mercoledì 20 dicembre sono emersi degli sviluppi nella vicenda dell’aggressione avvenuta su un convoglio lungo la linea ferroviaria Brescia-Cremona, in direzione del paese del Torrazzo, il 23 settembre. La lite aveva coinvolto il capotreno e un passeggero senegalese sprovvisto di biglietto che, alla stazione di Bagnolo Mella, aveva cercato di fuggire, ma poi acciuffato dai carabinieri. La notizia è che il dipendente di Trenord è stato licenziato il 13 dicembre per “il suo comportamento non consono”.

Nel mirino, il fatto che il capotreno avrebbe lanciato degli insulti razzisti al passeggero e gli avrebbe gettato la carta di credito con cui l’utente avrebbe cercato di pagare il tagliando. Il caso alla fine di settembre aveva raggiunto addirittura la ribalta nazionale per quanto era accaduto. Il dipendente quel giorno stava svolgendo il suo lavoro di controllore quando, come ha ammesso lui stesso, si è trovato di fronte a più di un passeggero senza biglietto. Ma il problema maggiore avrebbe riguardato l’africano. Quando il giovane ha rivelato al capotreno di non avere il tagliando, ha chiesto di pagare con la carta di credito, ma sembra senza copertura.

Quindi sarebbe salita la tensione nel momento in cui l’addetto avrebbe lanciato fuori dal treno lo scontrino con la carta di pagamento del senegalese. Mentre il treno viaggiava verso San Zeno, sarebbero partiti gli insulti e il passeggero avrebbe poi spinto il capotreno a terra rubandogli palmare e pos. Tutto ripreso e postato su Facebook da un altro utente, anche lui senza biglietto. Così si è arrivati a Bagnolo Mella quando si sono mossi i carabinieri allertati dal capotreno. Il giovane in preda alla fuga era stato arrestato. Il 24 gennaio dovrà comparire al tribunale di Brescia con rito abbreviato e l’addetto di Trenord si costituirà parte civile per essere stato derubato. In più, farà ricorso contro il licenziamento e ha sporto querela contro il passeggero che ha postato il video dell’aggressione.

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24 Commenti

  1. Vicenda drammaticamente all’ordine del giorno. Qualche mese fa, su un Frecciarossa Milano-Roma ho assistito a vicenda simile. il capotreno, siamo su carrozza Premier, chiede il biglietto ad un africano di colore che rimane tranquillamente seduto e dice di non avere nè biglietto nè documenti di identificazione. Dovrebbero scattare procedure particolari, penso, ma al trasgressore viene semplicemente detto che deve scendere a Bologna, la prima fermata. Il capotreno dice sconsolato che, alle prese con vicende quotidiane di questo tipo, la cosa “più semplice” è quella che sta mettendo in atto. Finale curioso è che, quasi a Bologna, l’africano estrae un telefono cellulare e chiama qualcuno dicendo tranquillamente e in italiano:”Sto scendendo a Bologna”. Come dire che il viaggio (senza documenti nè biglietto) può riprendere subito dopo in base alla destinazione. Così va questo mondo, cioè alla rovescia…

    • Situazione tipica.
      Vergogna quotidiana, dove se un italiano dimentica uno scontrino: apriti cielo!, agli africani invece tutto è permesso.
      E poi ci si lamenta se l’estrema destra sta crescendo a livello esponenziale…

    • Può comportare così chi ha poco o nulla da perdere ed é uno scroccone, non perché africano asiatico o altro.

      Tra Pistoia e Prato c’é una misteriosa signora, italiana, che si comporta, molto signorilmente, allo stesso modo scroccone, ma non sul treno, bensì nei ristoranti: si siede, ordina, mangia e poi dichiara di non aver soldi. Sarà colpa di chi ci governa?

      http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/08/11/news/cena-e-poi-non-paga-la-scroccona-in-tailleur-colpisce-un-altra-volta-1.15718608

      • Gli scrocconi ci sono ovunque e ci sono sempre stati. Ma vada in stazione e prenda un treno qualsiasi, meglio se regionale. Faccia la conta degli scrocconi (non è difficile individuarli, altrimenti chieda al controllore) e ne annoti la nazionalità. Sono sicuro che avrà delle belle sorprese.
        A questo punto viene davvero la tentazione di comportarci tutti da scrocconi. Visto che qualcuno può, perchè gli altri no? Vuol mettere che bel risparmio poter viaggiare ovunque senza pagare il biglietto…
        Ed è così, proprio così, che nasce e si alimenta il degrado.

          • Io farei la giusta proporzione: che danno fanno gli evasori e che danno fanno gli scrocconi. Rapporto uno a un milione.
            Poi c’é anche chi ritiene che gli evasori siano i poverini, o anzi mandano avanti l’economia.

  2. Dobbiamo schierarci per forza come in una partita di calcio? Oppure come all’asilo sostenere che “ha cominciato prima lui”.

    E’ sbagliato viaggiare senza biglietto, é sbagliato insultare le persone tanto più con accenti razzisti, é sbagliato gettare dal finestrino oggetti personali, é sbagliato aggredire e rubare il cellulare altrui.

    • Questo potrebbe anche essere vero se fossimo in un paese normale, ma il nostro ex-bel-paese è stato devastato da una devastante politica buonista (sinonimo di “farsi del male da soli”), e le conseguenze sono quelle descritte, in un episodio molto significativo, poco sopra da Piergi: un paese dove tutto va alla rovescia.

      • Non si devono giustificare comportamenti scorretti da chiunque commessi. Ed in questo caso sono evidenti i gravi errori commessi dal passeggero portoghese e dal controllore… fuori controllo.

        Se avvaloriamo la legge della giungla, allora ha ragione chi non paga il biglietto, perché nella giungla non si paga il biglietto.

          • Siamo un paese dove l’elettorato che crede nei valori tradizionali di patria e famiglia, che vuole il pugno di ferro contro la delinquenza, finisce con il votare il leder più delinquente, condannato per evasione, frequentatore di prostitute anche minorenni, con gli amici più stretti in carcere per mafia.
            Un popolo curioso, ha politici curiosi.

            Altro che viaggiare senza biglietto.

          • Sì, proprio curioso, perchè usando il principio di Montanelli, ci si ritroverà a votare il leader “più delinquente, condannato per evasione, frequentatore di prostitute anche minorenni, con gli amici più stretti in carcere per mafia”, pur di liberarsi degli attuali che hanno fatto tanti e tali danni economico-sociali che quello sopra menzionato appare, sempre per confronto, come avesse un’aureola.

            Che un qualsivoglia africano possa impunemente viaggiare senza biglietto è giusto la cartina tornasole che avvalora quanto affermato.

          • Certo che se per contrastare gli scrocconi sui treni si vota un delinquente alleato con la mafia, la voglia di farsi male é grande. E anche la capacità di critica é andata a puttane (giustappunto).

  3. Se esistesse un briciolo di quel sentimento che si chiama solidarietà, tutti i colleghi del capotreno dovrebbero annullare l’iscrizione al sindacato, il quale mi sembra che in questa assurda vicenda, brilli per la sua assenza.

  4. Se vuoi prendere il treno ti compri il biglietto punto e basta, è un costo previsto dalla legge.
    Sono assolutamente solidale con il capotreno, che deve affrontare queste situazioni giorno sì e giorno sì; prendo spesso il treno e di queste ne vedo ogni settimana.
    Se il capotreno ha chiamato il passeggero insolvente col giusto appellativo e ha buttato la carta di credito scarica del furbo fuori del finestrino ha fatto benissimo.
    Il capotreno va immediatamente reintegrato in servizio e senza censure.
    Andrea Breda