(red.) Sembra che possa muoversi qualcosa sul futuro dell’aeroporto “Gabriele D’Annunzio” di Montichiari, nel bresciano. Una notizia è arrivata lunedì 18 dicembre, a Bergamo, dal presidente di Sacbo Roberto Bruni che gestisce lo scalo orobico di Orio al Serio. L’aeroporto bergamasco, infatti, arriverà a 12 milioni di passeggeri in un anno negli stessi giorni e 13 milioni nel 2018. In pratica, un sistema che ormai è diventato saturo tra rotte e strutture.

Per questo motivo si potrebbe pensare al “D’Annunzio” come sfogo per lo scalo orobico, non solo quindi per le merci, ma anche per i passeggeri. Ma non sarà così facile. In ballo c’è la concessione dello scalo bresciano in mano alla veronese Catullo, un piano industriale che non c’è, un sistema che diventerebbe tripolare tra Bergamo, Brescia e Verona-Venezia e la newco che dovrebbe nascere a fine gennaio tra Abem che racchiude gli imprenditori bresciani e la maggioranza di Catullo.

Quindi, Bergamo potrebbe dialogare con Save (Venezia)-Catullo (Verona) per sviluppare le rotte sul nord-est sfruttando Montichiari. Di tutto questo si parlerà mercoledì 20 dicembre quando è previsto un incontro a Milano tra i consulenti di Abem e Sacbo per definire tutte le possibilità in campo e poter arrivare a un accordo.

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