(red.) Lunedì 18 dicembre al tribunale di Brescia si è svolta un’altra udienza, quella decisiva, nell’ambito del processo a carico di tre carabinieri e altrettanti agenti della Polizia locale, tutti operativi a Gardone Valtrompia, nel bresciano, per le multe cancellate. Erano tutti imputati per abuso d’ufficio e falso, ma i sei addetti delle forze dell’ordine hanno ricevuto un diverso esito nell’abbreviato davanti al giudice Cesare Bonamartini. I tre carabinieri e un vigile sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato, mentre gli altri due, entrambi della Polizia municipale, sono stati condannati a 5 mesi e dieci giorni di reclusione.

Per tutti i sei imputati, al contrario, il pm Ambrogio Cassiani aveva chiesto condanne a 1 anno e quattro mesi ritenendo che tra carabinieri e vigili ci fosse in atto un accordo non lecito. L’accusa si basa sul fatto che gli agenti della Locale avevano emesso tre sanzioni nei confronti dei carabinieri coinvolti e che si stavano muovendo su mezzi privati o intestati a parenti. Tuttavia, gli stessi militari dell’Arma avevano chiesto e ottenuto dalla municipale di rimuovere le sanzioni giustificando di essere in servizio.

In effetti questa pratica è consentita, ma avvisando comunque la prefettura di Brescia che avrebbe dovuto farsene carico. Niente da fare, quindi, per i legali dei due condannati che insieme agli altri avvocati avevano chiesto l’assoluzione per i loro assistiti. Per i carabinieri si ferma anche il procedimento disciplinare in cui erano incappati in attesa della sentenza, mentre in Polizia a Gardone Valtrompia si valuterà cosa fare. Escluso l’unico assolto, per gli altri due era in corso un procedimento interno e sospeso aspettando l’esito del giudice, che ora è arrivato. Si attenderanno le motivazioni, entro tre mesi, per eventuali altri provvedimenti.

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