(red.) L’Associazione Industriale Brescia potrebbe davvero “vestirsi” da Babbo Natale e accogliere la lettera dei bambini di Vighizzolo di Montichiari, nel bresciano, ritirando il ricorso presentato al Tar. Ma per farlo, propone un maxi tavolo che coinvolga tutte le realtà interessate. Questa è la risposta di Giuseppe Pasini, leader di Aib, con il vice Enrico Frigerio e il direttore generale Marco Nicolai sulla questione delle discariche. L’associazione industriale, per opera del presidente, ha infatti presentato, non senza un coro di polemiche, ricorso al tribunale amministrativo di Brescia contro i limiti ancora più stringenti posti dalla Regione Lombardia all’indice di pressione ambientale.

In pratica, il fattore che impedisce di aprire nuove cave o impianti o allargare quelle esistenti in zone già sature. Tuttavia, Pasini sottolinea che questi nuovi limiti imposti dal Pirellone sarebbero arrivati senza alcuna base scientifica, ma solo per ridurre la quantità di rifiuti nei paesi. Quindi, il leader di Aib chiede un incontro con associazioni, ambientalisti ed esperti che mettano sul tavolo i dati sulla situazione attuale delle discariche bresciane, le conseguenze sulla salute e molti altri fattori. Ancora secondo Pasini, che cita i dati della Provincia, nel 2018 non ci sarebbe più posto per le discariche dove smaltire rifiuti speciali non pericolosi, materiali che non possono finire da un’altra parte.

L’obiettivo principale con cui giungere attraverso il tavolo di lavoro sarà l’economia circolare, recuperando la maggior parte possibile delle scorie che possono essere riutilizzate. E secondo Pasini, sarebbero i due terzi dell’1,8 milioni di tonnellate all’anno smaltite nel bresciano. Su questo punto, l’assessore lombardo all’Ambiente Claudia Maria Terzi ha sottolineato che da tempo si sta lavorando sull’economia circolare e si dice disposta al dialogo, “ma prima di tutto, tutelare il territorio”.

E a proposito delle discariche, soprattutto a Vighizzolo di Montichiari che ha il primato, sono stati diffusi alcuni dati su un’ultima indagine epidemiologica. L’indice di mortalità è in linea con il resto della provincia, ma a preoccupare c’è il fatto che sempre più madri partoriscono i figli prima del tempo e che il 21% in più dei bambini rispetto al resto del distretto vanno in ospedale per patologie respiratorie. E nella vicina Calcinatello addirittura del 28% in più rispetto al bresciano.

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