(red.) E’ stata ricomposta nella camera mortuaria della Fondazione Passerini di Vestone, nel bresciano, la salma di Pierangelo Turri Zanoni, il 57enne alpinista trovato senza vita e recuperato sabato notte 16 dicembre in un canalone a Collio. Per l’uomo è già arrivato dal magistrato il nullaosta al funerale che sarà celebrato martedì 19 alle 15,30 a Livemmo, paese di origine della vittima. La moglie Oriana Zubani è disperata per quanto accaduto al compagno, operaio in pensione da poco tempo e appassionato di montagna. Tanto che spesso i due hanno svolto delle camminate insieme sui monti.

Invece, sabato mattina Pierangelo aveva deciso di partire da solo per la scalata. Intorno alle 9,30 aveva lasciato la sua auto parcheggiata nel piazzale del Maniva, poi da qui era salito fino a raggiungere un punto in cui non era mai arrivato, nonostante fosse esperto e avesse percorso le vette di 4 mila metri. Completo di equipaggio, ha raggiunto un itinerario fino al Dosso Alto in una zona in cui sarebbe stato pericoloso a causa del meteo.

In effetti, nel tardo pomeriggio quando la moglie non aveva visto rientrare il marito, si è preoccupata e ha mobilitato i soccorsi. Attraverso un’app del cellulare è stato rintracciato il segnale del 57enne che si trovava in fondo al canalone dove è stato rinvenuto il cadavere. Probabilmente una morte causata da una caduta per le avverse condizioni meteo. Il Soccorso alpino che si è prodigato non aveva potuto fare nulla per rianimare l’uomo, poi trasferito in elicottero fino a Vestone. Il 57enne lascia la moglie, un figlio e altri parenti.

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