(red.) In provincia di Brescia suona il campanello d’allarme per il trasporto pubblico locale. E’ quanto emerso venerdì 15 dicembre durante una riunione dell’agenzia del Tpl presieduta da Claudio Bragaglio per affrontare il futuro del settore, a partire dal 2018. E subito ci si imbatte nel problema più pratico, quello della mancanza di risorse. A palazzo Broletto, sede della Provincia che si occupa del trasporto pubblico dell’area vasta, c’è il rischio che i 4,5 milioni di euro necessari per garantire il servizio vengano tagliati o ridotti da parte dello Stato centrale. Senza dimenticare anche la questione della metropolitana, visto che non sono certi nemmeno i 9 milioni una-tantum che la Regione Lombardia dovrebbe destinare a Brescia.

A proposito della prima “voce”, quella dei tagli dallo Stato, la situazione potrebbe essere critica e incidere sulle abitudini dei pendolari degli autobus che dalla provincia raggiungono la città. Per esempio, la soppressione di alcune corse nei giorni festivi, fermare i mezzi alle stazioni della metropolitana di Prealpino a nord e Sant’Eufemia a sud (non per gli studenti) o addirittura aumentare il prezzo del biglietto. Sul fronte del metrobus, invece, dall’agenzia chiedono che il finanziamento dal Pirellone sia strutturale e non in base alle risorse disponibili in quel momento. Un’altra critica riguarda il fatto che Brescia, proprio nel momento in cui sta potenziando il trasporto pubblico (+55% in cinque anni e 76 milioni di passeggeri nel 2016), si vede diminuire le risorse. Al contrario, come emerso dalla riunione, dovrebbero aumentare soprattutto per la fascia dell’hinterland.

E restando sul fronte del trasporto, ad accelerare sui mezzi pubblici è Giuseppe Marino, presidente di Hitachi-Ansaldo, che in occasione di una serata organizzata dal Rotary Club in città ha sottolineato che il futuro di Brescia non dovrebbe più essere su auto, ma sull’integrazione tra metro, autobus e il futuro tram. Nel frattempo, venerdì 15 il sindaco Emilio Del Bono con l’assessore alla Mobilità Federico Manzoni e Brescia Mobilità ha presentato il termine dei lavori di copertura della stazione della metropolitana all’Ospedale Civile. Come su tutte le altre (tranne Vittoria e Sant’Eufemia per disposizione della Sovrintendenza), ci sono pareti in vetro, pilastri e pellicole antigraffio con tanto di pannelli fotovoltaici “che uniscono estetica e sicurezza” come ha sottolineato Manzoni.

Comments

comments

1 COMMENTO

  1. Per lungo tempo, negli anni ’80 e ’90, ho fatto il pendolare tra Cremona e Brescia con la corriera. Era lunga, ma era un buon servizio, a un prezzo accettabile.
    Partivo dal limite nord del centro storico di Cremona in Via Brescia, a 5 minuti da casa, e sbarcavo a Brescia in Via Spalto S. Marco a 5 minuti dal lavoro.
    E adesso questi schifosi vogliono costringere i pendolari a prendere anche quella cazzata di metropolitana per andare a lavorare.
    Dove sono andati a finire i soldi delle tasse dei lavoratori dipendenti pendolari?
    Andrea Breda