(red.) E’ stata ricomposta nella camera mortuaria dell’ospedale di Esine, nel bresciano, la salma di Giovanni Fontana, il 65enne morto investito poco prima di mezzanotte tra giovedì 14 e venerdì 15 dicembre in via Manzoni, a Esine. Gli sviluppi sono arrivati in seguito, all’alba, quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Breno con quelli della stessa stazione hanno rintracciato l’uomo alla guida della vettura “pirata”. Si tratta di un 22enne bosniaco residente a Darfo Boario Terme e che al momento dell’incidente era con un passeggero a bordo del veicolo.

Per il giovane è scattata una denuncia per omicidio stradale e omissione di soccorso. La dinamica sembra essere stata questa: l’anziano stava camminando su un lato di via Manzoni, non lontano dalla rotonda dell’ospedale del paese, forse sul marciapiede oppure lungo la carreggiata, quando è stato colpito in pieno dall’auto, una Bmw serie 6. La vettura è poi fuggita, mentre il 65enne era rimasto a terra privo di vita. Inutili si erano rivelati i soccorsi, compreso l’intervento dell’elicottero. Il cadavere era stato poi recuperato e portato in ospedale dove il magistrato ha disposto l’autopsia.

Le immagini riprese dalle telecamere in zona hanno poi permesso ai militari di identificare la vettura incriminata e di raggiungere il conducente nella sua abitazione. Intanto la stessa auto, che presenta un leggero danno, è stata sequestrata e portata in deposito giudiziario. La vittima, Giovanni Fontana, viveva da solo in via Vittorio Veneto a Cogno e aveva una figlia. Nel 2011 aveva perso un figlio colpito da un malore. Dopo gli accertamenti medico legali sarà definita la data dei funerali.

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  1. Il poveretto sarà magari stato anche giù di mano e forse confuso. Ma se si ammazza accidentalmente un uomo per strada si scende e gli si presta aiuto, non si scappa vigliaccamente.
    Vediamo quale sarà la pena comminata ai sensi della L. 41/2016 e dell’articolo 589bis del Codice della Strada; secondo i casi varia da 2 a 12 anni.
    Andrea Breda