(red.) Gli otto dipendenti della Motorizzazione civile di Brescia che erano stati sospesi da ogni incarico a causa del loro coinvolgimento nell’inchiesta sulle cosiddette “revisioni facili”, possono tornare al lavoro. Nella giornata di giovedì 14 dicembre, infatti, il giudice delle indagini preliminari di Brescia Cesare Bonamartini ha firmato la revoca dei provvedimenti a carico degli accusati. Ora si aspetta soltanto che lo stesso atto raggiunga anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per annullare la sospensione e riabilitare gli addetti. Che facilmente potrebbero tornare al lavoro negli uffici di via Grandi da lunedì 18.

Secondo l’accusa formulata dalla procura bresciana e che interessa anche la Motorizzazione civile di Bergamo, i tecnici non avrebbero controllato in modo corretto i camion da revisionare. Si parla di centinaia di verifiche compiute male o addirittura mai svolte, nonostante i mezzi pesanti abbiano poi ricevuto lo stesso l’attestato di conferma revisione. Da questo punto di vista, infatti, per la magistratura i dipendenti restano comunque indiziati per l’attività. Ma gli addetti, interrogati, hanno rivelato di aver compiuto gli esami solo in modo visivo perché la strumentazione sarebbe stata inesistente, oppure non funzionante o non tarata.

Questa circostanza è stata confermata anche dai legali dei dipendenti sospesi. E di conseguenza il giudice, pur ritenendo strano che negli uffici preposti all’attività di revisione non ci siano gli strumenti adeguati, ha disposto di riabilitare i lavoratori. Soprattutto, visto l’interesse pubblico, dal momento che le attività rischiano la paralisi. Dall’Unasca, unione nazionale delle autoscuole e studi consulenza automobilistica, si dicono soddisfatti, pur chiedendo che gli addetti coinvolti dimostrino la loro estraneità all’indagine. Quindi, in via Grandi le revisioni e i lavori nella commissione patenti ed esami possono tornare alla normalità.

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