(red.) Nel bresciano si registra un nuovo caso di stalking con violenza su una donna e tutto perché l’ex fidanzato voleva cercare di riconquistarla dopo la fine della loro relazione. E’ accaduto nella tarda serata di lunedì 11 dicembre, intorno alle 23, quando i carabinieri della compagnia di Verolanuova, attraverso la centrale operativa del 112, hanno ricevuto una chiamata con richiesta di aiuto proveniente da un paese della Bassa bresciana. Si trattava di una 20enne che era stata segregata dall’ex compagno nella cantina dell’appartamento del coetaneo.

Un locale che i due fidanzati usavano spesso quando erano legati tra loro e come rifugio dove trascorrere le serate. Infatti, ci sono alcuni componenti di arredo da poter vivere. La loro relazione era iniziata nel 2016, ma la ragazza aveva compreso che non poteva svolgersi in quel modo. Il ragazzo, sudamericano, la picchiava spesso e per questo motivo proprio lei aveva deciso di troncare ogni rapporto. Tuttavia, in seguito era iniziato un vero calvario per la giovane, fatto di pedinamenti, appostamenti, chiamate e messaggi. E altre botte, tanto che la stessa 20enne si scattava le fotografie con il cellulare per inquadrare i lividi.

Materiale finito anche in un fascicolo medico al pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio dove si era rivolta. Tutto questo, fino all’11 dicembre quando il 20enne si è appostato fuori dalla casa della coetanea, l’ha chiusa in auto e portata nella sua abitazione. Qui il ragazzo ha cercato di ricomporre il rapporto, ma di fronte ai nuovi dinieghi ha chiuso l’ex per tre ore nello scantinato. La “fortuna” ha voluto che la giovane riuscisse a tenere il cellulare con il quale ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i militari che hanno notato il sudamericano nel giardino dell’abitazione a fare da presidio. Poi ha dovuto confessare tutto, mostrando loro dove era la ragazza, quindi liberata. Per il 20enne sono scattate le manette e gli arresti domiciliari in vista del processo per sequestro di persona.

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