(red.) Nella giornata di mercoledì 6 dicembre, in tribunale a Brescia, si è svolta un’udienza del processo a carico di Mirco Franzoni, il 36enne che la sera del 14 dicembre 2013, secondo l’accusa, uccise Eduard Ndoj. Quest’ultimo, malvivente, era entrato nella casa del fratello di Mirco a Serle, nel bresciano. Al termine della seduta del procedimento, il sostituto procuratore Katy Bressanelli ha chiesto una condanna a 16 anni di reclusione per il giovane.

Secondo l’accusa, infatti, Franzoni avrebbe cercato per due ore in giro per il paese il ladro che aveva fatto “visita” poco prima al parente. Quindi, secondo il magistrato, nel momento in cui l’avrebbe trovato, sapeva che poteva finire in quel modo. E sul fucile usato sarebbero state compiute tutte le operazioni necessarie per renderlo utilizzabile. In pratica, stando al pm, quella di Mirco Franzoni sarebbe stata una sorta di caccia all’uomo.

Il 36enne ha sempre detto di essere stato coinvolto in una colluttazione quando si è imbattuto nel malvivente che gli avrebbe cercato di togliere l’arma. Quindi, sarebbe partito il colpo. Anche i suoi legali hanno parlato di “disgrazia accidentale”. Non così, invece, per l’accusa che ha formulato la richiesta di condanna. E la parte civile ha anche proposto un risarcimento di 3,75 milioni di euro per padre, madre e fratello del ladro e 350 mila ciascuno per altri due parenti della vittima che abitano in Italia. La sentenza è attesa per mercoledì 13 dicembre.

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2 Commenti

  1. Mi permetto un commento.
    a) se il ladro, straniero o italico che sia, non fosse stato ladro non gli sarebbe successo
    b) le leggi vanno cambiate: sparare ai ladri non è reato, è stato così per millenni

    Andrea Breda

  2. Ecco a cosa porta la campagna di odio e la propaganda per l’uso delle armi: a rovinare la vita delle persone.
    É morto assassinato un ladro di 26 anni e resterà in galera per 16 anni un altro ragazzo, l’assassino, che ha creduto a quello che molti scrivono in rete: é giusto sparare ai ladri.