(red.) La magistratura di Brescia ha deciso di disporre l’autopsia sul corpo di Enrico Usai, il 46enne originario del Veneto, ma residente a Cremignane d’Iseo e impiegato a Sarezzo, nel bresciano, trovato morto mercoledì mattina 6 dicembre dopo che di lui non si avevano più notizie da sabato 2. L’allarme ai carabinieri, d’intesa tra quelli di Chiari e Conegliano Veneto, terra d’origine dell’uomo, era partito nel momento in cui lunedì un’azienda in Germania, che avrebbe dovuto ricevere il lavoratore per conto di un’impresa bresciana di Sarezzo, non l’aveva visto arrivare.

La preoccupazione ha portato ad attivare le ricerche a partire da martedì, quando era stata trovata l’auto del 46enne parcheggiata in località Pastina a Sale Marasino, all’imbocco di diversi sentieri percorsi dagli escursionisti. Ed Enrico era uno di questi, da appassionato e conoscitore della montagna. Le operazioni erano poi riprese mercoledì mattina quando è stato il giorno decisivo. Con in campo ogni genere di forze dell’ordine e soccorsi, tra elicottero, Protezione civile, unità cinofile, Soccorso alpino della Guardia di Finanza e vigili del fuoco, si è andati a segno, ma purtroppo la vicenda è finita nella tragedia.

Il corpo del 46enne era stato avvistato in fondo a un canale a 1.000 metri di altezza tra Punta Almana e Pozzolo. E’ probabile che l’escursionista, durante la passeggiata, sia scivolato sull’erba ghiacciata lungo il fronte roccioso e facendo un volo di diversi metri. La salma dell’uomo è stata recuperata con il velivolo e condotta all’ospedale Civile di Brescia dove saranno eseguiti gli accertamenti. Si capirà il momento della morte e le cause. Poi il nulla osta per il funerale.

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