(red.) Una condanna, due patteggiamenti e tre rinvii a processo. E’ quanto ha deciso mercoledì 6 dicembre il giudice del tribunale di Brescia nell’ambito di un processo per la morte di un lavoratore in un cantiere. Si tratta di Klodian Elezi, il 21enne operaio albanese residente a Chiari, nel bresciano, caduto nell’aprile del 2015 da dieci metri di altezza mentre stava smontando alcuni ponteggi alla Tangenziale esterna est di Milano.

Per questa vicenda, il pubblico ministero Maura Ripamonti ha ritenuto che i responsabili siano stati quelli collegati all’impresa che svolgeva i lavori. Così il giudice Giusy Barbara ha deciso di porre attenzione per omicidio colposo su sei imputati. Il legale rappresentante dell’azienda in subappalto che aveva ottenuto i lavori è stato condannato in abbreviato. Si parla di 1 anno e otto mesi di carcere, due patteggiamenti di 1 anni e quattro mesi e di 1 anno e due mesi e il rinvio a giudizio di altri tre, tra cui due società.

Queste due, le bresciane Vezzola e Iron Master, saranno a dibattimento dal 6 febbraio. Secondo l’accusa, il 21enne sarebbe morto perché smontava i ponteggi senza parapetti, scarse misure di sicurezza come risparmio e senza nemmeno seguire corsi di formazione dedicati.

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