Mentre i pendolari lombardi hanno passato una nuova settimana di passione: ritardi, cancellazioni, treni stracarichi e freddi le Ferrovie Nord proseguono con costose acquisizioni fuori dal perimetro naturale di attività. L’acquisto del 51% di “la linea Spa”, costo 5,5milioni si aggiunge alle recenti acquisizioni del 50% della veronese ATV (trasporti urbani) comprata per 21 milioni cioè al doppio della base d’asta, l’acquisto del 49% dell’azienda genovese Fuori Muro(manovre ferroviarie portuali) per 1,3 milioni di euro e il 51% di Locoitalia (noleggio di locomotive) per 5 milioni di euro. C’è da chiedersi se questa ingente mole di investimenti per acquisizioni è giustificata da precisi piani industriali e sostenuta da analisi costi ricavi. L’azionista di maggioranza la regione lombardia è a conoscenza di questo sviluppo societario?

Queste acquisizioni sembrano non rispondere a nessuna logica industriale se non quella di espandere l’influenza politica e consociativa che ha caratterizzato la vita dell’azienda della società e che ha portato alle ben note vicende e rimozioni di Biesuz e Achille. Con la nuova acquisizione che porterebbe ad una spesa di soli investimenti di ben 32,8 milioni fuori dalla lombardia. Fnm gestirà in sub-affido linee di autobus urbane o extraurbane di Padova, Belluno, Vicenza e Venezia.Le improbabili economie di scopo o di scala non giustificano questo rafforzamento espansionista della società pubblica lombarda che tende sempre più a scimmiottare le ferrovie dello stato ed a diventare una piccola IRI padana.

Dario Balotta, Responsabile trasporti Legambiente Lombardia

Comments

comments