Foto da Bresciaoggi

(red.) All’alba di martedì 28 novembre ha riaperto alla circolazione stradale la galleria dei Ciclopi, tra Gargnano e Tignale, sulla sponda bresciana dell’alto lago di Garda, dopo la giornata di passione e disagi vissuta lunedì. Nella notte di domenica, infatti, si erano verificati dei piccoli smottamenti dalla volta del tunnel, con pezzi di pietra finiti sull’asfalto. Per fortuna in quel momento non transitava nessuno, mentre erano stati gli stessi automobilisti a segnalare la frana all’interno della galleria. Di conseguenza i tecnici dell’Anas, ente gestore della Gardesana Occidentale, con la polizia stradale e i vigili del fuoco avevano chiuso l’arteria alla circolazione per altri possibili pericoli.

Nel corso dell’intera giornata di lunedì i rocciatori con gli operatori della sicurezza sono stati chiamati a svolgere una serie di accertamenti e verifiche strutturali. Durante quelle ore, era stato chiesto di consentire il passaggio nella galleria a scaglioni, ma è arrivato il rifiuto per timori di altri crolli. Solo nella tarda serata e con l’alba di martedì, nel momento in cui sono stati rimossi i detriti e verificato che l’umidità non era più tale da provocare altri fenomeni franosi, la galleria è stata riaperta. Una situazione di disagio enorme, considerando che la zona ha un bacino di 100 mila persone e che la maggior parte degli studenti provenienti da Gargnano verso Tignale non hanno potuto andare a lezione perché bloccati nel traffico e poi costretti a tornare a casa.

Problemi anche per i pendolari, i lavoratori e i servizi pubblici, compresa la consegna della posta. Tanto che le vie alternative per bypassare la galleria erano quelle di percorrere l’autostrada A4 con uscita a Peschiera del Garda e quindi sull’A22 uscendo a Rovereto, oppure la regionale 249 Gardesana Orientale sulla sponda veronese del Garda. Mentre i battelli di Navigarda sono stati presi d’assalto. Disagi si sono avuti anche sui confini, tenendo conto che la galleria è l’unica via di accesso veloce per spostarsi dalla sponda bresciana a quella trentina del Benaco. E di fronte a quanto avvenuto, si è di nuovo sollevata la voce dei sindaci che ancora di più premono sulla realizzazione del maxi tunnel da 80 milioni di euro e che bypassa, tra gli altri, quello dei Ciclopi. La fortuna è che non ci siano stati feriti, tenendo anche conto che questo è un periodo di bassa stagione.

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