(red.) Dal pomeriggio di venerdì 24 novembre l’erogazione dell’acqua a servizio dei residenti è tornata regolare nel condominio di via Albarotto a Leno, nel bresciano, finito al centro delle cronache e delle polemiche. Infatti, da martedì 21, la società Garda Uno che gestisce il servizio idrico aveva deciso di ridurre al minimo vitale la portata dell’acqua dei rubinetti a disposizione dei 165 residenti dell’ex Salil.

Il motivo? Gli inquilini, come hanno spiegato loro stessi, non avrebbero voluto pagare nella bolletta dell’acqua la quota relativa alla depurazione, servizio di cui non usufruiscono in quanto scollegati dalla rete. Dopo la preoccupazione, restando al freddo e senza la possibilità di avere un flusso regolare di acqua, è stato il sindaco Cristina Tedaldi a mediare tra i residenti e Garda Uno.

Lo stesso primo cittadino ha parlato di un possibile piano di rientro dal debito per i residenti, anche se questi sottolineano di un tavolo di dialogo per trattare il pagamento dell’acqua. Mentre un giudice stabilirà sulla depurazione. In ogni caso, gli inquilini si scagliano ancora contro Garda Uno per averli privati del servizio e ora chiedono un contatore per ciascun appartamento e per una bolletta personalizzata. Su questo fronte la società si è detta pronta a parlarne.

Comments

comments