(red.) I cittadini non comunitari presenti regolarmente in Italia con permesso di soggiorno al 1° gennaio 2017 sono 3.714.137 con una diminuzione del 5,5% rispetto al 2016. Il decremento è presente in 14 regioni con flessioni più rilevanti in Veneto (-9,0%), Lombardia e Trentino Alto Adige (-8.3%) ed Umbria (- 8,2%). Seguono Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Marche con diminuzioni che oscillano tra il 7% e l’8%. Tendenza del tutto opposta presentano invece il Molise e la Basilicata, con incrementi molto significativi, rispettivamente +12,8% e +11,2%.

Se osserviamo l’andamento nel decennio dal 2008 (anno di inizio della nuova serie calcolata dall’Istat) al 2017 notiamo come l’Italia abbia attraversato una fase particolarmente intensa e delicata dei flussi migratori, che hanno portato ad una crescita della presenza di cittadini non comunitari complessiva del 41,7%, con incrementi attorno a 100% in Basilicata e Molise (rispettivamente 101,4% e 98,8%). Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Lazio e Sardegna seguono con valori che si attestano nell’ordine tra l’86% e il 70%; mentre la Lombardia si colloca al 12° posto (+40,3%) dietro a Liguria, Abruzzo e Toscana con percentuali comprese tra il 50,5% e il 44,5%. Sia per l’Italia che in Lombardia il 2017 è il primo anno in flessione dal 2008, il picco è stato toccato proprio nel 2016 con 3.931.133 permessi totali di cui 1.033.681 in Lombardia, pari al 26,3%.

Lo spaccato provinciale, in Lombardia, presenta una diminuzione della presenza dei cittadini non comunitari regolari in tutte le province rispetto all’anno precedente, con variazioni che vanno da -1,3% di Sondrio a valori superiori al -10% per Mantova e Brescia. L’evoluzione storica è, invece, molto variegata con la provincia di Brescia che presenta una situazione stabile nel decennio: il numero dei permessi di soggiorno del 2017 (133.951) è poco superiore al dato del 2008 (132.696); mentre in altre quattro province l’incremento nel decennio considerato supera il 50%: Bergamo +50,1% raggiungendo quota 111.757; Sondrio +51,4% (8.971 permessi nel 2017); Pavia + 53,8% (36.698 cittadini con permesso regolare) e Milano +62,3% con 440.622 cittadini non comunitari regolari presenti sul territorio corrispondenti al 46,5% del totale regionale.

Durante il 2016 sono stati rilasciati in Italia 226.934 nuovi permessi di soggiorno, il 5% in meno rispetto all’anno precedente. Il calo ha riguardato soprattutto le migrazioni per motivo di lavoro (12.873), diminuite del 41% sul 2015, che rappresentano ormai solo il 5,7% dei nuovi permessi rilasciati sul totale. Continua, invece la rapida crescita dei nuovi permessi rilasciati nell’anno per altri motivi, che comprende principalmente il motivo di asilo e protezione umanitaria, che raggiungono il massimo storico (111.710, pari al 49,2% del totale dei nuovi permessi rilasciati nel 2016). In Lombardia il numero dei nuovi ingressi ha subito un brusco calo rispetto al 2015 (-22,1%) assestandosi a quota 44.714 pari al 19,7% del totale nuovi ingressi nazionali. Sono stati rilasciati nuovi permessi per motivi di lavoro solo nel 5% dei casi (2.233), il motivo prevalente è familiare con 24.602 nuovi ingressi di cittadini non comunitari regolari (pari al 55,0%) e il restante 40,0% è stato rilasciato per altri motivi (17.879).
I permessi di soggiorno rilasciati nel 2016 in Italia hanno durata dai 6 ai 12 mesi per il 38,3% dei casi, il 36,6% invece ha durata inferiore ai 6 mesi e solo il 25,1% oltre i 12 mesi. In Lombardia prevalgono i permessi con durata inferiore ai 6 mesi (41,8%), la quota restante si distribuisce quasi equamente tra le atre due tipologie di permessi: 29,8% tra i 6 e i 12 mesi, 28,4% oltre i 12 mesi.

Il mosaico delle nazionalità è particolarmente variegato, le cittadinanze più presenti all’1.1.2017 in Lombardia sono: Marocco (104.973), Albania (91.338), Egitto (90.776), Cina (71.330), Filippine (54.602), India (50.810), Ucraina (50.318), Perù (40.811) e Pakistan (40.340) che insieme rappresentano il 62,8% del totale.

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