(red.) Nell’udienza di lunedì 13 novembre alla Corte d’Appello di Brescia il giudice ha deciso di dimezzare la pena a carico di Claudio Tonoli. Si tratta dell’uomo, tra gli altri, finito nel mirino della magistratura per aver consumato rapporti sessuali non protetti con minori. Pur sapendo di essere affetto da Hiv. La sentenza di secondo grado ha visto nei suoi confronti una pena a 3 anni e quattro mesi di reclusione rispetto ai 6 anni e otto mesi del primo giudizio.

Tutto era partito dall’indagine del sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani dopo che la polizia locale di Montichiari aveva notato in un’auto in un parcheggio la presenza di un uomo e di un ragazzino. Quest’ultimo aveva poi rivelato agli inquirenti di aver avuto rapporti proprio con il conducente della vettura. L’attività investigativa aveva poi portato a individuare altri adulti coinvolti, compreso Tonoli. Inizialmente per lui le accuse erano quelle di tentate lesioni personali (per aver preteso rapporti sessuali non protetti nonostante avesse l’Hiv), sfruttamento della prostituzione minorile e adescamento di minori.

Una situazione indiziaria che aveva portato alla prima condanna. E lunedì 13 è stata ridimensionata. Niente tentate lesioni perché si è appurato che la potenzialità di contagio da parte dell’imputato era azzerata e nemmeno lo sfruttamento. Al contrario, Tonoli viene definito solo un cliente, anche se l’adescamento di minori resta. Gli avvocati dell’uomo si sono detti “soddisfatti con moderazione” e attendono le motivazioni per decidere, eventualmente, di ricorrere in Cassazione.

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