(red.) E’ partito il conto alla rovescia per bonificare l’ex discarica a Ciliverghe di Mazzano, nel bresciano, non più utilizzata dal 1989. Lunedì 13 novembre, infatti, la giunta regionale lombarda ha approvato lo stanziamento di contributi destinati proprio alle cave che non vengono più usate per smaltire rifiuti. Una misura, quella del Pirellone, per aiutare gli enti locali nel momento in cui non si identificano con precisione gli autori dell’inquinamento e i proprietari delle aree coinvolte.

A Mazzano arriveranno 1,2 milioni di euro per ripulire la discarica da 70 mila metri quadrati e funzionante dal 1979 al 1989 quando vennero conferiti 1 milione di metri cubi di rifiuti. Le operazioni di bonifica prevedono un costo di 5 milioni di euro, mentre l’area sarà trasformata con pozzi igienico sanitari e un impianto di fitodepurazione per il percolato e altre sostanze legate. Si è arrivati a questo intervento solo dopo ventisette anni anche perché la cava è passata attraverso le lenti della magistratura bresciana. Si temeva che la discarica fosse la causa dell’inquinamento di una falda a Montichiari, tanto da spingere diverse associazioni a presentare un esposto alla procura.

Ma dopo diverse indagini, si era appurato che la cava non aveva alcuna responsabilità. E per una che si chiuderà per sempre, un’altra sta per aprire, sempre a Mazzano. La Regione Lombardia, infatti, ha autorizzato la Portamb ad allestire un impianto da 400 mila tonnellate di rifiuti all’anno e su una superficie di quasi 50 mila metri cubi. Al privato manca solo il documento ambientale della Provincia per aprire l’opera e nonostante dai paesi della zona si siano sempre detti contrari. Tanto che il Comune di Mazzano sta valutando di impugnare il via libera del Pirellone al Tar.

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