foto d'archivio

(red.) “Ancora una volta i dati sull’export agroalimentare certificano la supremazia del Nord nei confronti di un paese sgangherato e allo sbando, che vede nel Mezzogiorno una zavorra pesantissima. Se non fosse per Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, che insieme rappresentano il 60% dell’export nazionale, l’Italia sarebbe a livelli vergognosi per esportazioni di prodotti agroalimentari, alla faccia del tanto sbandierato Made in Italy”.

Il commento ai dati rilevati da Nomisma Agrifood Monitor è dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, da Tokyo dove si trova in missione istituzionale per le attività promozionali del Consorzio di tutela del Franciacorta.

“Sono curioso di sapere qual è il commento del ministro Martina, che non perde occasione per sostenere, evidentemente senza successo, le imprese agroalimentari del sud – prosegue Fava – evidentemente ignorando che l’economia del comparto passa prevalentemente dal Nord”.

L’assessore Fava evidenzia anche un altro elemento, legato questa volta al territorio. Secondo la guida 2018 de L’Espresso sui Ristoranti d’Italia, la regione con il maggior numero di Cappelli si conferma la Lombardia, con 164, piu’ 3 Cappelli d’Oro; seconda e’ il Veneto con 107, davanti al Piemonte con 95.
“Questo significa che non soltanto le Regioni del Nord sono il motore dell’export agroalimentare, ma sono anche il baluardo di una cucina identitaria del territorio che coniuga tradizione e fantasia, trascinando cosi’ l’economia di un’intera area”.

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