(red.) Al tribunale di Brescia si torna a parlare della Croce di Job. In particolare, del crollo del manufatto avvenuto il 24 aprile 2014 a Cevo, nel bresciano, uccidendo sul colpo il giovane Marco Gusmini di Lovere. Per quel dramma hanno già patteggiato in un primo processo il sindaco di Cevo Silvio Citroni, assolto l’ex primo cittadino Mauro Bazzana e rinviati a giudizio il presidente dell’Associazione Croce del Papa Marco Maffessoli e il direttore dei lavori Renato Zanoni. Condannato in abbreviato Ivan Scolari.

La seconda parte finita mercoledì 8 novembre nell’aula di giustizia riguarda i componenti della stessa Associazione Croce del Papa, a capo della manutenzione della struttura, per i quali inizialmente era stata richiesta l’archiviazione. Poi i genitori della vittima si erano opposti, inducendo a un’indagine più approfondita da parte della pm Caty Bressanelli che ha chiesto il rinvio a processo per altri cinque e con l’accusa di scarsa manutenzione del manufatto. Rito abbreviato per don Santo Chiapparini e monsignor Ivo Panteghini e in dibattimento dal 22 gennaio per don Filippo Stefani, Elsa Belotti e Lino Balotti.

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