(red.) Buone notizie per l’economia della provincia di Brescia. Nel terzo trimestre del 2017, rileva una nota del Centro Studi AIB, l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane evidenzia un arresto, in gran parte giustificato dalla tradizionale chiusura nel mese di agosto della maggior parte degli stabilimenti produttivi. Comunque, la tendenza positiva, in atto dal primo trimestre del 2015, appare in consolidamento ed è del tutto coerente con quella del contesto nazionale.

Nel dettaglio, la produzione industriale registra un calo congiunturale del 2,5%, ma la dinamica destagionalizzata (ovvero al netto degli effetti derivanti dal minore numero di giorni lavorativi nel trimestre estivo, rispetto a quello immediatamente precedente) esprime un incremento dello 0,4%. Il tasso tendenziale, cioè la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente, è positivo per la sedicesima rilevazione consecutiva (+3,5%); ciò confermerebbe lo stato di relativo dinamismo della manifattura bresciana. Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2017, è pari a +2,8%. Il recupero dai minimi registrati nel 3° trimestre 2013 è pari al 10%, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) si attesta intorno al 24%.

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia – chiude il terzo trimestre del 2017 con risultati nel complesso positivi che consolidano il percorso di crescita lento, ma costante, intrapreso dalla seconda metà del 2016. La produzione industriale, tra luglio e settembre, è cresciuta del 3,9% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno; il fatturato realizza un incremento ancora più significativo (+5,5%), il tasso di utilizzo degli impianti sale al 69,9% e gli ordini aumentano del 4,6%. Il confronto territoriale mette in evidenza che l’artigianato bresciano ha ottenuto risultati migliori della media lombarda. Al netto degli effetti stagionali, la produzione è aumentata, rispetto al trimestre precedente, dello 0,6%; il fatturato dell’1,4% e gli ordini dell’1,7%.

I risultati dei primi tre trimestri permettono di tracciare un quadro, seppur parziale, dell’andamento del comparto nel 2017. Nella media dei primi tre trimestri 2017, la produzione è cresciuta del 3,7%, il fatturato del 4,7% e gli ordini del 3,4%.

I principali indicatori dell’industria:

• Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata nell’agroalimentare e caseario (+1,5%) e non ha subito variazioni significative per il comparto maglie e calze; è diminuita meno della media nel legno e mobili in legno (-1,0%), nella meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-1,2%), nel calzaturiero (-1,4%), nel tessile (-1,5%), nell’abbigliamento (-2,0%) e nel chimico, gomma, plastica (-2,2%). Ha registrato contrazioni più significative nella meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (-3,2%), nei materiali da costruzione ed estrattive (-3,6%), nel metallurgico e siderurgico (-4,5%) e nel carta e stampa (-4,6%).

• Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 18% delle imprese, diminuite per il 42% e rimaste invariate per il 40%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 13% degli operatori, scese per il 34% e rimaste stabili per il 43%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 16%, calate per il 30% e rimaste invariate per il 54% del campione.

• I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 32% delle imprese, con un incremento medio dell’1,3%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dall’8% degli operatori, per una variazione media dello 0,1%.

• Le aspettative a breve termine appaiono coerenti con la prosecuzione della fase di espansione del manifatturiero provinciale. La produzione è prevista in aumento da 37 imprese su 100, stabile dal 53% e in flessione dal rimanente 10%.

• Gli ordini provenienti dal mercato interno sono attesi in aumento dal 41% degli operatori, stabili dal 47% e in calo dal 12%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 29% degli operatori del campione, invariati per il 60% e in flessione per l’11%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 26% delle imprese, stabili per il 64% e in diminuzione per il 10%.

I principali indicatori dell’artigianato:

• La dinamica del fatturato del comparto artigiano si conferma positiva e più intensa della produzione. Rispetto al trimestre scorso il fatturato cresce dell’1,4%, nel confronto tendenziale la variazione è più robusta (+5,5%) e sostenuta dal fatturato interno (4,4%).

• Gli ordini nel complesso sono cresciuti del 5,5%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando il trend positivo in atto dalla fine del 2016. Entrambe le componenti hanno contribuito alla crescita, anche se determinanti sono stati gli ordini provenienti dal mercato interno (+4,2%) che rappresentano la componente più consistente.

• L’occupazione, al netto degli effetti stagionali, chiude il terzo trimestre con una leggera variazione positiva (+0,3%), in decelerazione rispetto al risultato del trimestre scorso (+1,0%), comunque si conferma il trend di leggera crescita in corso da fine 2015. Il ricorso alla Cassa Integrazione si mantiene sui livelli dello scorso trimestre, la quota di imprese che ne ha fatto ricorso si colloca all’1,5 %.

• Le attese degli imprenditori artigiani per la fine dell’anno sono moderatamente positive con riferimento alla produzione, alla domanda estera, alla domanda interna ed al fatturato. Restano stabili, invece, le attese sull’occupazione.

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