(red.) A Vobarno, nel bresciano, un coordinamento ambientalista composto da cittadini e residenti della frazione di Carpeneda è sul piede di guerra per alcuni cattivi odori provenienti da due impianti della Valsir sul posto. Una situazione, di cui scrive il Giornale di Brescia, in realtà partita in estate quando gli stessi cittadini avevano raccolto 170 firme per chiedere elementi chiari su quanto si facesse all’interno delle aziende.

Dalla Valsir fanno sapere che un paio di volte è successo che alcuni pezzi di materiale organico triturato sia finito tra i rottami di plastica e questo fenomeno avrebbe provocato dei disagi olfattivi, aumentati con il caldo dell’estate. Ma dalla stessa azienda precisano che si sono attivati perché non accadano più episodi del genere e confermano di avere i permessi necessari per svolgere l’attività.

Tutto finito? Niente affatto, perché gli stessi residenti del coordinamento che abitano a pochi metri di distanza dagli impianti temono che questi odori possano provocare problemi sull’ambiente. Quindi, dopo aver ricevuto il diniego ad aprire una commissione dedicata, chiedono al Comune di sollecitare l’azienda a dotarsi di strumenti per rilevare gli elementi inquinanti, una valutazione d’impatto ambientale e un’area verde naturale che separi il sito produttivo dalle abitazioni.

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