Dopo una lunga malattia, è scomparso all’età di 82 anni, il pittore bresciano Franco Maifrini.
Artista eccentrico ed ecclettico, dopo alcune esperienze giovanili che lo vedono dapprima impegnato nella progettazione e l’ideazione di macchinari per la produzione di calzature ed in seguito, attivo nel settore del design d’arredo con la realizzazione delle prime fontane dotate di effetti luminosi e giochi d’acqua, negli anni 70, innamoratosi della corrente impressionista e ritrovandosi nel mito dell’artista ribelle alle convenzioni, si appassiona all’arte iniziando a dipingere.

I numerosi trasferimenti e le avventure vissute poco più che ragazzo, nella foresta amazzonica, hanno stimolato le sue iniziali pennellate di paesaggi e ritratti, in un percorso che lo ha portato, nel periodo di maturità artistica, all’astrattismo.
L’artista dopo aver perfezionato la sua tecnica pittorica di base, ha rivolto la ricerca a ciò che da sempre l’aveva affascinato: lo spazio, nei suoi aspetti metafisici.
Ha inseguito, nell’arte astratta dei suoi pensieri, lo spunto per dare un segno visibile ad idee e forme, nell’intento di esaltare la libertà espressiva ed il concetto di indeterminazione alla base di ogni suo lavoro artistico.

Ricordiamo le sue “personali” organizzate da Renzo Cortina nelle Gallerie d’arte di Verona e Milano, inaugurate da Mike Buongiorno, che hanno ricevuto il plauso di numerosi personaggi del mondo della cultura.
Ha partecipato a numerose rassegne in Svizzera, con esposizioni promosse dal settore cultura del Gruppo Migross.
Conclude la sua carriera professionale esortando alcuni giovani di talento ad avvicinarsi alla pittura e insegnando loro le tecniche espressive del colore e della prospettiva. 

A cura di Roberto Siani

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