(red.) Giovedì 2 novembre al tribunale di Brescia Lorenzo Sulas si è visto confermare dalla Corte d’Appello la condanna a 10 anni e quattro mesi di reclusione per violenze e maltrattamenti in famiglia. Era il 19 gennaio del 2016 quando al quartiere Perlasca, in città, avvenne una lite, l’ennesima, tra l’uomo e la compagna Stefania Lombardi. Nel corso della stessa notte la donna aveva chiamato i genitori chiedendo aiuto e così il padre e la madre si erano subito precipitati sul posto.

Ma nell’abitazione, Sulas, dopo essersi scagliato contro Stefania anche con un coltello, aveva colpito gli stessi genitori della consorte. Subito dopo sul luogo era arrivata la polizia che aveva trovato Stefania Lombardi distesa sul divano e con una ferita da taglio al ventre, il padre della donna con un occhio gonfio e la madre con un trauma alla testa. L’aggressore, invece, era in bagno a pulirsi dal sangue.

La vittima delle violenze aveva rivelato di non aver mai voluto denunciare il compagno per paura, tanto che dopo l’ennesima violenza avrebbe cercato di ritirare la denuncia. La vicenda è poi approdata in tribunale con la condanna in primo grado. A luglio Stefania Lombardi è morta a causa di una malattia allo stomaco.

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