(red.) Matteo Silini è morto a 20 anni per un arresto cardiaco e quindi i possibili eccessi della notte di Halloween, tra martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre, non sarebbero centrati per nulla. Tanto che sul giovane studente universitario bresciano a Trento non è stata eseguita nemmeno l’autopsia ed è rientrato già nel tardo pomeriggio di giovedì 2 a Temù, in Valcamonica. Il 20enne, che nella sua esperienza scolastica aveva frequentato gli istituti di Edolo e Breno, si era iscritto da circa un mese al corso di Ingegneria dell’Informazione e Organizzazione aziendale all’università di Trento.

E per non fare il pendolare, aveva deciso di stabilirsi in Trentino all’interno del convitto con gli altri studenti. Nella stessa città, tra l’altro, studia anche la fidanzata. Dopo la serata trascorsa con una festa ad Halloween nella residenza accademica, il 20enne era andato a dormire. La mattina successiva per due volte gli amici e compagni avevano cercato di svegliarlo, ma inutilmente perché faticava a respirare per poi arrivare al decesso. La notizia aveva raggiunto subito i genitori e la sorella a Temù, nel bresciano, dove il ragazzo abitava e tornava ogni fine settimana.

A quel punto le forze dell’ordine hanno voluto indagare su cosa fosse successo, ma ci ha pensato il referto medico a sgombrare il campo da ogni dubbio e in poche ore. Matteo Silini, nonostante fosse da sempre attivo anche nello sport, tra calcio e atletica, era stato ucciso da un infarto. Quindi, niente esame autoptico ma nulla osta e immediato trasferimento nella casa di Temù, in via Val d’Avio. Qui venerdì 3 alle 19,15 ci sarà una veglia e sabato 4 alle 15 il funerale nella chiesa del paese, proprio davanti all’hotel Adamello che gestiscono i due genitori del ragazzo. Vicinanza alla famiglia è arrivata anche dallo stesso convitto studentesco dove Matteo studiava e abitava durante la settimana.

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