(red.) E’ una vicenda dai contorni kafkiani quella contenuta in un processo penale per violenza sessuale che si sta celebrando in tribunale a Brescia. Tutto per un bacio rubato da parte di un sergente degli alpini sul collo di una soldatessa. L’intera situazione parte nel luglio del 2007 quando la donna si offre volontaria per partecipare a una missione con il commilitone alla vecchia Polveriera di Ome. E’ qui, durante il viaggio, che il sergente chiede alla donna di darle un bacio e di fronte al silenzio entra in azione.

In realtà dalla soldatessa non arriva alcuna denuncia, ma il confronto con un’amica porta la vicenda alla procura militare di Verona che assolve il sergente dall’accusa perché il fatto non sussiste. Così il caso passa poi a livello penale a Brescia dove il primo processo si apre nel 2009 e con l’uomo accusato di violenza sessuale. Nel corso della vicenda giudiziaria, prima patteggia 14 mesi, poi gli viene cancellata e in seguito viene condannato a 20 mesi.

Poi la sentenza viene annullata in appello e quindi si torna al primo grado, in discussione a Brescia, mentre il sergente risarcisce la soldatessa e lei non è più parte civile. Giovedì 2 novembre si è svolta l’udienza nel corso della quale, però, mancavano la querela e il fascicolo d’inchiesta. Quindi tutto è stato rinviato al 12 febbraio quando è attesa la sentenza. Una vicenda davvero kakfiana.

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