(red.) Quella di mercoledì 1 novembre, sfruttando anche la giornata festiva di Ognissanti, ha impegnato nuovamente le forze dell’ordine forestali per un altro bilancio di controlli tra i cacciatori illegali nel bresciano. Nelle campagne di Mocasina, a Calvagese della Riviera, un 51enne di Gavardo è stato arrestato perché praticava l’attività venatoria senza avere la licenza di caccia e usando il fucile del padre. Lui, infatti, non poteva possedere alcun’arma a causa dei precedenti di legge. Le guardie venatorie di Legambiente lo hanno fermato dopo che l’uomo cercava di scappare avendo compreso di essere stato beccato.

Nella fuga ha anche perso l’arma e dopo aver lanciato un tordo che aveva appena abbattuto. Nel momento in cui è scappato, è stato però rintracciato dai carabinieri forestali di Vobarno e Gavardo che hanno trovato l’automobile del bracconiere con a bordo proiettili identici a quelli del fucile poi sequestrato. Nel momento in cui è scappato, ha anche perso una scarpa. Poi ha visto le manette per, tra gli altri, furto venatorio ed è stato condotto nel carcere di Brescia. Nel corso di una settimana gli stessi militari hanno denunciato altre 15 persone ed emesso multe per 2 mila euro tra Montichiari, Pozzolengo, Vobarno, Mazzano, Desenzano, Serle e Puegnago. In tutti i casi per abbattimento di specie protette e uso di anelli contraffatti.

A Montichiari è stato beccato un bracconiere che cacciava senza licenza e usava il capanno e il fucile di un capannista in regola. Ma era in un appostamento temporaneo poco distante e senza rispettare le distanze di legge e in più usando con l’amico dei richiami acustici vietati. Sempre nella giornata di festa, si sono mossi anche gli agenti del Nucleo ittico venatorio della polizia provinciale per Vestone e con i carabinieri forestali. Nella circostanza, sono stati emessi quattro verbali, mentre un cacciatore di 75 anni ad Anfo è stato beccato per aver abbattuto uccelli protetti. Fermati anche un 45enne e un 60enne di Vestone che in trasferta, ma senza licenza, sparavano agli animali e usando richiami acustici. Infine, recuperato un uccello impallinato.

Altri casi particolari arrivano dall’ex Noa che in un mese ha denunciato 113 persone rispetto al record dei 100 della stagione precedente. Nell’ambito dell’Operazione Pettirosso che sta andando avanti, sono stati fermati quattro fratelli di Tavernole e un altro fuggito durante un controllo al suo capanno. Tutti sono stati denunciati e quello scappato ha dovuto fare ricorso all’ospedale dopo l’inseguimento da parte delle forze dell’ordine. Si è così scoperto che aveva pallini nello stomaco e con cui aveva ucciso un uccello che si era mangiato. Fermata anche una cacciatrice di Monticelli Brusati perché sorpresa con reti da uccellagione, ma che usava la mattina dopo aver incassato la multa. Durante l’attività, i militari hanno certificato 2 mila uccelli uccisi in modo illegale.

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