(red.) Ci vorranno trent’anni perché la flora possa tornare a formarsi di nuovo su buona parte del Parco Alto Garda nella zona di Tremosine, nel bresciano, dopo il vasto incendio che, secondo le ultime stime più definite, avrebbe bruciato circa 300 ettari di verde. Tra l’altro, tutto fa parte del sito di interesse comunitario per la conservazione della biodiversità, quindi una zona verde che rappresenta un’oasi naturale.

L’intervento di spegnimento delle fiamme, partito dalla notte di venerdì 27 ottobre, si è concluso solo a mezzogiorno di mercoledì 1 novembre procedendo con la bonifica. Per fortuna il vento in quota è stato ridotto, quindi senza più alimentare altri roghi.

Ora, attraverso i dispositivi gps, si cercherà di inquadrare nei dettagli la zona del Corno Marogna andata bruciata. In più, si valuterà con l’ente lombardo Ersaf nuove piantumazioni o opere di ingegneria naturalistica. Dal punto di vista delle indagini, si continua a cercare il piromane che ha appiccato i due roghi. E’ certo, infatti, che l’opera sia stata dolosa.

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