(red.) Da luglio non si hanno più notizie di Maurizio Tramonte, l’uomo condannato con Carlo Maria Maggi in via definitiva all’ergastolo dalla Cassazione per la strage di piazza Loggia a Brescia del 28 maggio 1974. Per questo motivo il presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime di quella strage Manlio Milani ha deciso di scrivere una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e ai ministri della Giustizia ed Esteri Andrea Orlando e Angelino Alfano.

Nella missiva si fa riferimento al “silenzio istituzionale” per il fatto che non si abbiano più notizie di Tramonte. L’ultimo aggiornamento era riferito a luglio quando dal Portogallo, dove il condannato si era rifugiato dopo la sentenza definitiva e destinatario di un mandato d’arresto europeo, aveva accolto la richiesta italiana di estradizione. Ma lo stesso ormai pregiudicato aveva fatto ricorso alla Corte Suprema di cui non si hanno notizie sul giorno della discussione.

E Milani chiede al Governo italiano di appellarsi presso il Portogallo perché Tramonte venga portato nei nostri confini e qui sconti la pena all’ergastolo, tra l’altro non prevista invece nell’ordinamento giuridico lusitano. “Altrimenti sarebbe uno sfregio per il nostro Paese, le istituzioni e i famigliari delle vittime” dice il presidente della Casa della Memoria.

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