(red.) La versione bresciana si chiama “Brescia Respira” con tanto di sito internet e pagina su Facebook. E’ la nuova campagna di comunicazione presentata venerdì 27 ottobre a palazzo Loggia dall’assessore all’Ambiente Gianluigi Fondra con i rappresentanti di Bergamo, Cremona e Mantova, anche loro coinvolti nell’iniziativa. E’ un programma di volantinaggio, affissioni e materiale sul web, consultabile ogni giorno, dove i cittadini dei quattro paesi e dei comuni del circondario possono verificare in tempo reale le pm 10. Quindi capire se sono alte e di conseguenza assumere altre abitudini, per esempio rinunciando allo sport all’aperto o limitando l’uso dei mezzi privati.

E’ disponibile anche un piccolo manuale dove viene spiegato in pratica come si formano gli elementi inquinanti. I materiali, oltre che sul web, per quanto riguarda Brescia saranno distribuiti nei luoghi pubblici e nei consigli di quartiere. Si tratta di una nuova iniziativa collegiale in un panorama dove spesso tutto viene gestito in modo autonomo e con richieste che vengano respinte o non discusse. Come la limitazione della velocità sulle autostrade. Nel frattempo giovedì 26 ottobre tre centraline su cinque nel bresciano indicavano polveri sottili oltre la soglia d’allarme dei 50 microgrammi per metro cubo e venerdì, ultimo dato disponibile, la media era di 67.3. Al quarto giorno consecutivo scatteranno di nuovo le limitazioni di primo livello.

Su questo fronte e altri temi ambientali è intervento venerdì 27 anche il ministro Gian Luca Galletti in occasione del vertice a Salò sulla depurazione del Garda. Per quanto riguarda le pm 10, ha chiesto che tutti i Comuni applichino le misure di emergenza insieme e non in modo sparso. Ha parlato anche della sostituzione dei mezzi commerciali più vecchi e inquinanti e di ecobonus per le caldaie. Restando nel settore delle polveri sottili, il ministro ha sottolineato anche i 35 milioni di euro, più altri 40 in arrivo, per finanziare progetti di mobilità sostenibile sui tragitti casa-lavoro e casa-scuola. Da questo punto di vista, Brescia città incasserà 1 milione di euro per il progetto “Miles” e altri 500 mila a Desenzano e altri Comuni gardesani per “E-way”. E intrattenendosi con la stampa, ha anche sottolineato come il ministero debba rispettare la normativa nel caso di discariche aperte in Lombardia e di cui la Regione deve avere autonomia. “Anche nel rispetto del referendum” ha detto.

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4 Commenti

  1. Brescia, una delle città più inquinate d’Italia, che si permette il lusso di bruciare i rifiuti degli altri!!!!!
    Semmai dovremmo essere noi a fare bruciare i nostri rifiuti in un’altra città poco inquinata!
    Pazzesco. Scandaloso………e questi ti fanno “Brescia respira”!!!!!! Robe da matti……..

  2. “…….per esempio rinunciando allo sport all’aperto o limitando l’uso dei mezzi privati.”
    Rinunciare allo sport all’aperto?? Limitare l’uso dei mezzi privati??
    Ma cosa volete dai cittadini…..?????
    Invece di queste inutili iniziative, impedite ad A2a di bruciare i rifiuti di altre città nell’assurdo mega inceneritore di Brescia……i nostri polmoni vi ringrazieranno!!!

  3. Bella iniziativa ma a cosa serve? Per l’ennesima volta i cittadini sono costretti (se vogliono campare) a delle rinunce personali per “rappezzare” l’incapacità e la scelleratezza di amministratori che nei decenni non sono stati in grado di organizzare e realizzare un piano di sviluppo sostenibile delle regioni, province, comuni. Ora siamo arrivati all’insostenibilita, come sempre, l’offerta dei nostri amministratori qual’è?? “Rinunciate”. Nonostante la mezza età resto sempre allibito, in campagna elettorale ci chiedono di puntare su di loro, ci fanno credere che le soluzioni le hanno in tasca, basta votarli, invece no, quello che fanno dopo essere votati lo possono fare tutti (ci vuole talmente poco).