(red.) Giovedì 26 ottobre al tribunale di Brescia è iniziato il processo a carico di Oscar Bellicini, ritenuto l’autore del rogo doloso che a gennaio aveva bruciato 250 ettari di boschi tra Breno e soprattutto Bienno, sulle montagne camune bresciane. L’imputato era presente in aula con i propri legali, mentre dalla parte dell’accusa c’è il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha coordinato i carabinieri forestali nell’inchiesta. Come parti civili al dibattimento sono stati ammessi i Comuni di Bienno e Breno insieme alla Comunità montana della Valcamonica.

Erano i primi di gennaio quando la provincia di Brescia dovette assistere a uno degli incendi più ampi degli ultimi anni, con centinaia di ettari di vegetazione andati in fumo e danni per milioni di euro. Nei giorni successivi a quei fatti, i carabinieri avevano arrestato proprio Oscar Bellicini che, però, davanti al giudice nel primo interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere. In seguito, tramite le prove presentate dagli avvocati, era stato scarcerato dal tribunale del Riesame. Ora è alla sbarra per rispondere di quegli incendi che potrebbero aver avuto un effetto ancora peggiore se non si riuscisse a ripianare gli strati inceneriti con la nuova vegetazione.

Il processo è stato aggiornato al 6 novembre quando sarà affidata anche la perizia sui testi delle intercettazioni ambientali. In effetti, tra le prove su cui l’accusa può contare ci sono le voci dell’imputato in casa con i genitori. Ma nel lavoro di trascrizione il perito dovrà essere affiancato da un esperto di dialetti, visto che nell’abitazione era evidente la chiara cadenza camuna. L’istruttoria vera e propria, quando il dibattimento entrerà nel vivo, sarà dal 23 aprile.

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