(red.) Nelle ore precedenti a giovedì 26 ottobre un uomo di 36 anni residente a Gardone Valtrompia, nel bresciano, è stato arrestato dai carabinieri per la sua condotta. Di notte, sotto l’effetto dell’alcol e dopo aver litigato con la convivente, è uscito dalla sua abitazione imbracciando un fucile. In quegli istanti stava transitando anche una pattuglia dei militari di controllo sul posto che si è imbattuta in quell’individuo.

Il 36enne se l’è poi presa con l’auto dei carabinieri dando calci e pugni tanto da danneggiarla. Le forze dell’ordine a bordo sono quindi scese per cercare di tranquillizzare l’uomo, ma in cambio hanno avuto solo spintoni e altre violenze. Infine, i militari in qualche modo sono riusciti a fermarlo e a portarlo in caserma dove lo hanno identificato e scoperto il suo avanzato stato di ubriachezza.

Il gardonese è finito in manette per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e porto illegale di arma da fuoco. I due carabinieri aggrediti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche e hanno avuto una prognosi di alcuni giorni.

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3 Commenti

    • E pensare che l’articolo indica chiaramente: “…porto illegale di arma da fuoco.”
      Il che significa che un controllo più stretto sulle armi da fuoco non serve a nulla, se non a reiterare i soliti concetti animati più da ideologia che da evidenze oggettive.

      Il controllo sulle armi da fuoco (che non possiedo) lo si può fare solo verso i cittadini, privandoli del sacrosanto diritto alla difesa, mentre i criminali faranno sempre e solo quello che vogliono, e con tutte le armi possibili.