(red.) Martedì 24 ottobre, nell’udienza alla Corte d’Assise a Brescia, il giudice Anna Di Martino ha sconfessato quasi interamente la versione dell’accusa formulata da Ambrogio Cassiani nel delitto di Erbusco di Riad Belkahla il 12 aprile del 2016. Dopo la condanna in abbreviato a 17 anni di reclusione per il fidanzato Manuel Rossi, è arrivata la sentenza a 16 anni anche per la 23enne Giulia Taesi. Al contrario, per lei l’accusa aveva chiesto 30 anni, ritenendo la ragazza come organizzatrice del piano di omicidio e autrice delle 81 coltellate inferte al pusher tunisino.

Quel giorno, infatti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Giulia e Manuel erano saliti sull’auto del nordafricano per raggiungere un posto isolato di Erbusco e dove proprio Riad avrebbe cercato di incassare il credito di droga da 1.000 euro che vantava sui due giovani. Ma di fronte al fatto che i due non erano intenzionati a pagare, il tunisino avrebbe estratto un coltello. A quel punto, secondo l’accusa, Manuel Rossi, già condannato, avrebbe trattenuto dai sedili posteriori il conducente, mentre la ragazza avrebbe usato l’arma per colpire l’uomo più volte.

Al contrario, secondo il giudice che ha rifilato una condanna di un anno di meno rispetto al fidanzato, in Giulia non ci sarebbe stata premeditazione e non sarebbe stata nemmeno lei a dare quelle 81 coltellate. E’ stata ritenuta troppo esile per farlo con quella violenza e secondo i periti non era detto che a colpire fosse stato chi si trovasse al fianco dell’autista, cioé Giulia secondo l’accusa. In ogni caso la ragazza dovrà pagare subito 195 mila euro ai familiari della vittima, mentre nel periodo di Natale saranno pubblicate le motivazioni della sentenza.

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