Foto dal Giornale di Brescia

(red.) Nei giorni precedenti a martedì 24 ottobre i carabinieri forestali di Brescia hanno sequestrato circa 40 elementi tra animali imbalsamati e reperti che si trovavano all’interno di uno studio di tatuaggi in città. Tra questi, c’erano civette e gufi, un armadillo, ma anche il teschio di una scimmia e un piccolo coccodrillo. Si tratta di esemplari molto rari e che infatti sono tutelati dalla convenzione Cites sul commercio internazionale di flora e fauna a rischio di estinzione.

Tutti questi reperti trovati nello studio cittadino facevano parte di una collezione privata, ma illegale, visto che il proprietario non sapeva giustificare quegli elementi e non aveva alcuna documentazione. I quaranta reperti sono stati sequestrati e i carabinieri li consegneranno ai musei e centri scientifici riconosciuti. Il proprietario, invece, è stato denunciato per ricettazione e detenzione di specie protette.

Ma i militari stanno continuando le indagini per verificare se nel bresciano ci siano altri casi del genere e da dove provengano questi esemplari, ipotizzando la vendita sul mercato nero. E non si tratta della prima volta che nel bresciano vengono trovati questi elementi. Sono addirittura 500 in un anno quelli sequestrati dai forestali e si parla anche di animali vivi tra tartarughe, pappagalli e rettili.

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