(red.) “Oltre 3 milioni di Lombardi sono andati al voto, per la precisione 3.022.017, un risultato oltre le mie aspettative, di cui sono molto soddisfatto. In Lombardia non c’era il quorum, ma se tre milioni di Lombardi sono andati al voto, il sì ha preso oltre il 95% delle preferenze, vuol dire che il tema dell’autonomia è straordinariamente importante e io mi sento l’incarico di questa responsabilità”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, in conferenza stampa, commentando l’esito del referendum per l’autonomia che si è svolto domenica 22 ottobre.

MANCANO SOLO POCHE VOTING MACHINE. “Siamo al 99,5 per cento delle voting machine – ha spiegato -, ne mancano 122 su 24.336, che corrispondono a circa 10 comuni su 1.523: il voto elettronico, testato per la prima volta, ha funzionato ed è il futuro delle elezioni, perchè durante tutte le operazioni di voto non ci sono stati problemi. L’unico problema è sorto dopo la fine delle operazioni di voto per un numero ridotto di voting machine”.

DUE CRITICITA’ MINIME CHE RISOLVIAMO PER LA PROSSIMA VOLTA. “Ciò che ci impedisce di dare il dato totale sono due criticità sorte alla fine di tutta la procedura – ha precisato Maroni -: le abbiamo individuate e attiveremo per la prossima volta tutte le procedure necessarie per evitare che si ripetano. Le due criticità sono, da un lato, il fattore umano: in alcuni seggi, il presidente ha digitato su più voting machine lo stesso pin, questo ha reso impossibile leggere i dati di più di una voting machine con lo stesso pin. La seconda criticità è legata a un fatto tecnico: alcune voting machine hanno cominciato le operazioni in modalità test anzichè in modalità voto. Il voto è stato comunque regolare e registrato, ma ha reso necessario un caricamento manuale. Sono criticità minori, a fronte di una procedura complessa. Voglio ringraziare comunque tutti i presidenti di seggio, anche quelli che hanno sbagliato in tutta onestà, perchè, senza la loro collaborazione, non avremmo potuto realizzare questo grande test”.

“E’ stata una lunga notte di passione – ha commentato -, ma il sistema ha funzionato e lo proporremo per le prossime elezioni, cominciando già da quelle della prossima primavera”.
DA DOMANI VIA LIBERA ALLA PROCEDURA CHE VOGLIO SIA RAPIDA. “Da domani in Consiglio regionale apriremo la procedura per avviare in tempi rapidi la trattativa col Governo – ha detto Maroni -, faremo una risoluzione di Consiglio regionale, per la quale dò tempo due settimane, poi faremo una squadra, con il Cal e gli stakeholder, che voglio rappresenti la Regione Lombardia, da cui voglio restino fuori la politica e le strumentalizzazioni”.

DA GOVERNO DISPONIBILITA’ A CONFRONTO SU TUTTE MATERIE. “Ho parlato col presidente Gentiloni questa mattina, per illustrargli i risultati del nostro test e le intenzioni che ho – ha fatto sapere il governatore -. E’ stato un colloquio cordiale, Gentiloni ha confermato interesse e il via libera del Governo al confronto su tutte le materie previste dalla Costituzione. Sarà un lavoro lungo di approfondimento, abbiamo dialogato sul Coordinamento del sistema tributario, materia straordinariamente importante, perchè riguarda i tributi. Partiamo ora con il sottosegretario Bressa, ma poi, se sarà necessario, ci sarà il coinvolgimento del Mef”.

SFIDA DA CONDIVIDERE CON EMILIA E REGIONI DEL SUD. “Ho parlato con Bonaccini, che è disponibile a un’iniziativa comune, che vorrei si trasformasse in vantaggi veri per i cittadini Lombardi e per le imprese – ha aggiunto Maroni -. Penso che la sfida sia da condividere da tutte le Regioni. Cominciamo con l’Emilia-Romagna, ma sono disponibile anche a coinvolgere le Regioni del Sud, proprio per confermare che non è stato un voto ‘contro’, ma serve a scrivere il nuovo rapporto tra Regioni e il Centro e su questo il presidente Gentiloni mi è parso molto interessato ad aprire e scrivere con noi una pagina nuova nel regionalismo italiano”.

PARTITA DIFFICILE, CHE VOGLIO VINCERE. “Questo è quello che volevo sentire – ha concluso – questa è la partita che comincia domani, sarà difficile, ma ci ripromettiamo di giocarla lealmente, senza gomitate, ma è una partita che ovviamente voglio vincere”.

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4 Commenti

  1. Erano favorevoli al voto ed al sì tutti i partiti: M5S, Lega, Berluscones, PD. Praticamente il 95% dello schieramento politico, invece hanno votato il 37% degli aventi diritto

    Hanno fallito TUTTI coloro che hanno invitato a votare sì.

    Pagliacciata inutile, che serve solo a mettere italiani contro italiani.

    • Totalmente d’accordo. Una via di mezzo tra una furbata e una strumentalizzazione rivelatasi un flop clamoroso, soprattutto per i pentastellati assolutamente incapaci di individuare la trappola politica nella quale si sono cacciati in nome di un generico e generalista esercizio della democrazia partecipativa. E hanno pure l’ardire di definirlo “un buon risultato” quando di parla del 38% di votanti in totale e a livello nazionale solo loro, nei sondaggi, valgono oggi circa il 28% di consensi…

    • Vero al 100%, personalmente non la trovo nemmeno una novità, lo trovo anche molto strano ma non mi scandalizzo, sarà l’età, probabilmente dopo decenni che la classe politica mi prende per il culo, adesso non ci faccio nemmeno più caso! che tristezza (o peggio).