(red.) “Il referendum in Lombardia e Veneto è stato un successo di democrazia diretta”. ha dirlo è Giorgio Sorial, deputato del Movimento 5 Stelle. “Ora Maroni deve concretizzare, inutile fare false promesse sul residuo fiscale. Sarà invece possibile avere più risorse sul territorio per bonifiche ambientali e salute”.
 
“Il referendum di Lombardia e Veneto per chiedere ulteriore autonomia riguardo le competenze inserite nell’articolo 117 della Costituzione, è stato un successo di democrazia diretta, portando oltre 5 milioni di elettori a far sentire la loro voce. Un referendum fondamentale, dal momento che la Lega al governo della Regione non è riuscita a ottenere niente nonostante fosse uno dei punti programmatici per il quale ha ottenuto la guida della Regione. Il Governo a guida PD, poi, aveva addirittura tentato, con la riforma costituzionale bocciata il 4 dicembre, di togliere poteri agli enti locali.

Un ottimo risultato, ma ora bisogna concretizzare, per il bene dei cittadini. Maroni era stato eletto quattro anni e mezzo fa proprio per portare avanti il tema dell’utilizzo delle risorse e delle competenze regionali. Anni inconcludenti, ma ora ha un ulteriore mandato popolare, deve dare priorità alla richiesta di maggiori competenze. La smetta di ingannare la gente parlando di residuo fiscale e si impegni a ottenere dal Governo di gestire direttamente le risorse che ora sono inserite nel Bilancio dello Stato Regionalizzato e decidere come spendere quei miliardi di euro che ora lo Stato spende per conto delle Regioni. Altrimenti i Lombardi lo giudicheranno per i suoi insuccessi. Vogliamo più risorse per l’ambiente del territorio bresciano e per la salute dei nostri concittadini”.

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  1. Non capsico, oggi, Sorial con i suoi ovviomi e nemmeno, ieri, ho capito la sponsorizzazione pentastellata del referendum. Siamo a fine legislatura, nazionale e regionale, e non si può chiedere nè a Maroni di darsi da fare di botto su un tema “biblico” nè agli interlocutori dello Stato di rceperire l’avvio di una trattativa complessa e già ferma in partenza dal punto di vista semplicemente tecnico e pratico. Non c’è tempo per concretizzare alcunchè e lo sanno tutti, ma fanno finta per non dover dire agli elettori: i pentastellati che hanno preso un abbaglio evidente ed i leghisti che hanno pensato solo ad un personalissimo selfie poltiico, peraltro parzialmente riuscito.