(red.) Giovedì 19 ottobre il tribunale di Brescia ha ospitato un’udienza nell’ambito di un processo che vede imputato un 34enne per accuse pesantissime. Quelle di aver costretto una ragazza, a partire dai 9 anni, a consumare rapporti sessuali completi. L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani si riferisce a fatti che sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2013 sul lago di Garda, nel bresciano.

All’inizio di quegli anni l’imputato di origine meridionale era 23enne ed era arrivato dal sud al nord Italia per trovare un lavoro e l’accoglienza. Infatti, si era stabilito in casa di amici di famiglia e aveva ottenuto un’occupazione. Ma poi avrebbe iniziato ad avere degli atteggiamenti morbosi verso la ragazzina di casa, figlia della coppia che lo ospitava. Sfruttando la fragilità della piccola, l’avrebbe costretta a quegli atti sessuali almeno fino ai 16 anni.

Poi la ragazza, che oggi ha 20 anni, ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai genitori e quindi di far partire la denuncia. Da qui si è arrivati alle aule di tribunale in cui giovedì l’accusa rappresentata da Corinna Carrara ha chiesto al giudice Luca Tringali 6 anni di reclusione per l’uomo. Il processo è stato aggiornato al 25 gennaio quando ci saranno le repliche e la sentenza.

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