(red.) L’analisi congiunturale sul terzo trimestre 2017 conferma la moderata crescita in atto, in linea con quanto già osservato nei primi sei mesi dell’anno. Ad affermarlo è il report congiunturale realizzato dal Centro Studi di Apindustria interrogando un campione di circa 100 imprese associate. Segnali positivi arrivano dal fronte occupazionale. Come osserva infatti il report, nel trimestre, le imprese che segnalano aumento della forza lavoro rispetto al trimestre precedente sono il 27% del totale. Un altro 64% di aziende ha invece una forza lavoro stabile, il restante 8% in calo. Già nei due trimestri precedenti, in particolare nel primo trimestre dell’anno, c’erano stati segnali positivi sul piano occupazionale rispetto al trimestre precedente. Col segno positivo sono anche tutti gli altri principali indicatori, dalla produzione (in aumento per il 55% dei rispondenti) al fatturato (55%) agli ordini (61%), questi ultimi principalmente in ambito nazionale o comunitario.

In crescita anche gli investimenti per quasi un terzo del campione, stabile per la restante parte. Circa la metà del campione registra un utilizzo stabile degli impianti, mentre poco meno di un terzo ce l’ha in aumento (il 6% in modo “marcato”). «È proprio nelle fasce più deboli, cioè con grado di utilizzo degli impianti inferiore al 50%, – si legge nel report del Centro Studi – che si rilevano però le situazioni più difficili, con una ulteriore riduzione per il 72% dei rispondenti e punte di calo marcato preoccupanti (29% dei rispondenti)». Il settore metalmeccanico, rappresentato dal 50% dei rispondenti, presenta evidenze sostanzialmente in linea con quanto rilevato dalla totalità del campione, ma con note meno positive. Occupazione in crescita per il 26% dei rispondenti, contro il 72% delle aziende che mantengono invariato il proprio organico. Nel 2% delle imprese avviene una lieve riduzione del personale.

«Il report congiunturale conferma il moderato ottimismo in corso oramai da diversi mesi – afferma il presidente di Apindustria, Douglas Sivieri -. I segnali positivi iniziano anche ad avere effetti sul piano occupazionale. La crescita per il momento moderata, la fragilità endemica dell’Italia e il quadro non dei migliori nemmeno a livello internazionale invitano però a mantenere un atteggiamento prudente». A preoccupare il presidente Sivieri è soprattutto la polarizzazione in atto: «Abbiamo un bel numero di imprese che vanno bene e si sono rimesse in carreggiata, ma ve n’è un altro pezzo, un quinto o anche più, che continua a restare in una situazione difficile». Da parte di Sivieri anche un rapido commento sulla manovra di bilancio appena approvata dal Consiglio dei Ministri: «Sentiero stretto per un bilancio complicato. Bene che ci sia qualcosa per la riduzione del cuneo fiscale per i nuovi assunti giovani, bene che siano stati confermati gli incentivi sull’innovazione. Si poteva fare di più? Forse sì, ma poteva anche andare molto peggio».

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